Cronaca

Caltanissetta, 5 arresti per frode all'IVA comunitaria

In mattinata i militari del nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Caltanissetta hanno eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare, di cui tre in carcere e due agli arresti domiciliari.

I soggetti interessati sono imprenditori di Licata, diretti gestori di due rilevanti aziende che commerciano autoveicoli provenienti, nella quasi totalità, dall’estero e precisamente dalla Germania e dall’Olanda.

Il meccanismo posto in essere dagli arrestati, con frequenti cambi di sede, anche al fine di ostacolare gli accertamenti, era semplice ma efficace: frodato inizialmente lo stato con una delle società loro appartenenti, mediante l’indebito utilizzo del “regime del margine” previsto dalla normativa per l’acquisto all’estero di autoveicoli usati, hanno ceduto le quote della predetta società ad una “testa di legno”, creando la ratto s.r.l. e spostando la sede della società da licata a Gela (cl); nel frattempo hanno creato una nuova società, nello stesso luogo e con i medesimi beni della precedente.

Dopo l’ennesima verifica fiscale subita dalla Guardia di Finanza nissena, hanno costituito la vipauto s.r.l., al fine di proseguire la medesima attività delinquenziale, perpetrata tramite l’utilizzo di autocertificazioni false riguardanti autovetture usate provenienti dalla germania e dall’olanda.
I numerosissimi soggetti tedeschi che risultavano aver venduto le auto ai fratelli generoso, interpellati dalle autorità locali, erano completamente ignari della vendita, non essendo, tra l’altro, proprietari dei mezzi, o erano già deceduti alla data di stipula dei contratti con gli arrestati.
Risultato: una truffa all’erario per circa 8 milioni di euro, ed un volume d’affari in costante evoluzione grazie alla possibilità di immettere sul mercato locale autovetture ad un prezzo fortemente concorrenziale.

le fiamme gialle di Caltanissetta stamattina hanno posto fine a questo illecito traffico eseguendo le ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di agrigento, dott. Luigi Patronaggio, richieste ed ottenute dal sostituto procuratore della repubblica, dott.ssa Laura Cameli e sequestrando l’intero patrimonio aziendale delle società interessate alla truffa.

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