E' stato arrestato ieri pomeriggio dal personale della Squadra Mobile di Catania, che ha posto fine alla latitanza di Sebastiano Lo Giudice, inteso Ianu u carateddu.
Lo Giudice, 33 anni, era ricercato dallo scorso 22 ottobre quando è sfuggito all’esecuzione dei numerosi fermi disposti dalla D.D.A di Catania (operazione Revenge).
Il latitante, già pregiudicato, era ricercato per associazione mafiosa, essendo l’elemento di vertice della frangia più violenta del clan Cappello, quella riferibile alla famiglia Bonaccorsi intesi Carateddi, alla quale appartiene (la madre è Bonaccorsi Caterina, sorella degli ergastolani Ignazio e Concetto).
Alle mire espansionistiche dell'uomo sono attribuite le tensioni innescate nei contesti mafiosi catanesi dalla seconda metà del 2008 e che hanno contrapposto la sua cosca prima contro il clan “Sciuto-Tigna”, e successivamente, nel corso del 2009, contro i “Santapaola-Ercolano” e i “Cursoti-Milanesi”.
Il boss è inoltre sospettato di una decina di omicidi, nei quali avrebbe svolto anche il ruolo di esecutore materiale.
La cattura è stata operata verso le 16.30 di ieri, quando, ad esito di attività tecnica autorizzata dalla Procura della Repubblica di Catania, il personale della Squadra Mobile ha operato un’irruzione nello storico quartiere di San Cristoforo, nel Cortile delle Carrozze ed in quello attiguo Porto Motta. Il latitante era in una stalla insieme ad alti 5 individui, tutti pregiudicati, che sono stati tutti tratti in arresto per favoreggiamento della latitanza di Lo Giudice, aggravato dalle finalità di favorire l’organizzazione mafiosa da questa capeggiata.
La perquisizione ha consentito di rinvenire una pistola BERETTA cal. 9x21, nonché 10 kg di marijuanna.
