Confcommercio Sicilia vara il codice etico
Anche Confcommercio vara in Sicilia un 'codice etico' che impone di denunciare episodi di estorsione. Solo chi lo sottoscrive potra' ricoprire cariche dirigenziali o stare ai vertici dell'associazione di categoria che conta 80 mila iscritti nell'isola. Il codice etico, approvato all'unanimita' dal consiglio regionale della confederazione siciliana, e' stato presentato stamani a Palermo, nella sede della Camera di Commercio, dal Presidente di Confcommercio Sicilia Pietro Agen, dal responsabile nazionale della commissione legalita', Luca Squeri, dal suo vice Rosanna Montalto e dal responsabile dell' associazione antiracket Confcommercio Catania, Claudio Rosicato.
Il riferimento esplicito a reati come l'usura, estorsione o turbativa d'asta viene inserito per la prima volta nel decalogo e diverra' un modello anche per Confcommercio nazionale, cosi' come la previsione che per ricoprire cariche elettive o nominali debba essere sottoscritto. ''Abbiamo voluto raccogliere - ha detto il Presidente di Confcommercio Sicilia Pietro Agen - la sfida etica, lanciata a fine agosto dal procuratore nazionale Grasso, esponendoci in prima persona, introducendo un codice, facendo un preciso riferimento alla lotta a tutte le forme di illegalita' e a reati come usura, racket e turbativa d'asta''. ''Il codice introduce l'obbligo di denuncia - ha aggiunto -, la sospensione nel caso di rinvio a giudizio e nei casi piu' gravi di espulsione, mentre ai dirigenti chiediamo di accettare questi principi a tutti i livelli''. Per il responsabile nazionale della commissione legalita' Luca Squeri ''e' giunto il momento di alzare la testa''. ''Confcommercio nazionale vuole essere in prima linea nella lotta al racket e all'usura - ha aggiunto - siamo qui per sottolineare questo messaggio''.
