Esplode una centrale Usa, ansia anche a Melilli
C'è ansia nel comune di Melilli, nel siracusano, per l'eplosione della centrale Usa (Kleen Energy) avvenuta ieri sera nella lontanissima Middletown, nello stato americano del Connecticut. La chiamano infatti «Little Melilli», perché su 45 mila abitanti un terzo è discendente di emigranti partiti dal paesino siciliano.
Sul Corriere della Sera le dichiarazioni del sindaco di Melilli, Pippo Sorbello, fanno bel capire quanto tra le due cittadine, quella americana e quella siciliana, ci sia un cordone ombellicale che non si è mai spezzato.
"Ci sono più melillesi lì che in Sicilia — dice il sindaco Pippo Sorbello — il mio comune conta appena 13 mila abitanti".
"Laggiù - continua il sindaco - ci sono tantissimi Magnano, Di Mauro, Cannata, tutti cognomi di Melilli. Anche i Santostefano. Furono tra i primi a lasciare la Sicilia".
"Io personalmente ci sono stato sette volte — racconta Sorbello — mentre quattro anni fa abbiamo ricevuto il loro sindaco".
Una sorta di unica cittadina sita in due territori distanti ma con la stessa gente, le stesse abitudini, gli stessi cognomi e le stesse tradizioni. In entrambe le città a maggio si festeggia infatti San Sebastiano, patrono di Melilli, mentre a Middletown hanno costruito una chiesa identica al duomo di Melilli.
E tantissimi sono i cittadini di Melilli che hanno parenti e familiari residenti a Middletown. "Il mio telefono non smette di squillare - dice il sindaco - Mi sono messo in contatto con alcuni amici per avere rassicurazioni"
DA MELILLI A MIDDLETOWN. L'EMIGRAZIONE
Il Corriere informa che il primo ad arrivarci, nel 1895, fu Angelo Magnano che subito cominciò a lavorare facendo l’unica cosa che sapeva fare, il barbiere. Fu lui a scrivere al fratello e ad altri compaesani perché lo raggiungessero. Già nei primi decenni del nuovo secolo era praticamente nata «little Melilli », popolata da muratori, sarti, artigiani. Poi qualcuno comincio a lavorare in fabbrica.
A testimonianza di quella emigrazione, le memorie della diciassettenne Eleonora Gervasi. "Era buio e c’era la neve quando il treno arrivò a Middletown una sera di dicembre del 1901 — si legge nelle memorie — con le mie sorelle Lu cia e Sebastiana avevamo lasciato Melilli tre settimane prima".
Non eravamo ricchi, ma le nostre case erano piene di amici e parenti. Ce l’abbiamo fatta perché siamo rimasti tutti uniti"
Nel 1934 gli italiani erano così tanti da riuscire a far eleggere il primo sindaco italiano. Si chiamava Leo B. Santangelo.
Al Santostefano, anche questo cognome di Melilli, è invece il nome del capo dei pompieri che coordina i soccorsi nell’inferno di Middletown. È uno dei tanti italo-americani che vivono nella cittadina del Connecticut
L'ESPLOSIONE
L'esplosione, avvenuta mentre gli operai purgavano il sistema di immissione del gas, è stata così violenta che ha infranto le finestre e creato crepe delle abitazioni vicine, mentre l'onda d'urto ha fatto tremare le case a una quindicina di chilometri di distanza, tanto che in molti hanno pensato a un terremoto. Gli operai presenti, 50 o 100 a seconda delle fonti, stavano completando la realizzazione dell'impianto e, se non si completerà prima la lista dei presenti, le autorità non riusciranno a fare un bilancio certo delle vittime.
Le squadre di soccorso, aiutate da cani addestrati, lavorano senza sosta alla ricerca di eventuali sopravvissuti tra le macerie della centrale elettrica, esplosa domenica, a Middletown, nello stato americano del Connecticut. Al momento il bilancio è fermo a 5 vittime e 12 feriti. Ma le autorità hanno confermato di non sapere quante persone erano presenti nell'impianto della Kleen Energy, al momento della tragedia

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