Ospedale "Giovanni Paolo II" di Sciacca

Giovane colpito da cacciavite, "situazione gravissima"

"La situazione è disperata, e a questo punto siamo portati a ritenere che non ci sia più alcuna speranza di poter scongiurare il decesso del paziente". Con queste parole il dottor Alfonso Pacifico, primario dell'unità operativa di rianimazione dell'ospedale di Sciacca, rende note le condizioni di Calogero Giardina, il 24enne aggredito sabato sera da un 17enne, che lo ha colpito alla testa con un cacciavite dopo una lite per una ragazza.
Giardina, di Canicattì, è ricoverato all'ospedale Giovanni Paolo II della città siciliana. "Il colpo - ha spiegato il medico - ha trapassato la scatola cranica, causando dispersione ematica e danni gravissimi al cervello. Di conseguenza le funzioni cerebrali appaiono decisamente irrecuperabili".

Il giovane era stato ferito dal suo rivale in amore ed era andato subito in coma farmacologico. Dopo il ricovero, le condizioni del giovane sono "peggiorate ulteriormente", fino all'ultimo bollettino medico, che ha dichiarato Calogero Giardina "senza speranze".

Intanto, sono al vaglio degli inquirenti le posizioni di due giovani, amici dell'aggressoore minorenne. Uno era l'amico dell'aggressore, che era con lui al momento del ferimento, e l'altro avrebbe invece nascosto il cacciavite e la maglietta sporca di sangue dell'arrestato.

E' stato lo stesso diciassettenne a confessare tra le lacrime di essere stato l'autore del delitto. Prima ha detto di avere colpito la vittima con un mazzo di chiavi. Ma subito dopo, incalzato dalle domande degli investigatori, è crollato, facendo anche trovare il cacciavite ancora sporco di sangue che aveva utilizzato come arma.

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