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Il "Movimento dei forconi" al terzo giorno di blocchi. Sicilia in ginocchio

Continua per il terzo giorno consecutivo la protesta del movimento "Forza d'urto", sigla che raccoglie i camionisti aderenti all'Associazione imprese autotrasportatori siciliani, agricoltori e pescatori, tutti riuniti sotto la denominazione "Movimento dei forconi", che dal 16 gennaio, stanno bloccando strade, ferrovie e porti, per protestare contro l'aumento del prezzo dei carburanti e delle tariffe autostradali. A Palermo il carburante scarseggia da ieri e lunghe code si sono formate davanti i distribuitori; blocchi e presidi anche sulla Palermo-Agrigento, a Gela e nel catanese.

Il 18 gennaio si tenterà di aprire uno spiraglio nella difficilissisma vertenza degli autotrasportatori siciliani. Nella mattinata il leader Aias, Giuseppe Richichi, incontererà il governatore Raffaele Lombardo che già nei giorni scorsi aveva promesso un suo intervento presso l'esecutivo nazionale. Previsti anche vertici con i prefetti dell'Isola che nelle principali città hanno mobilitato le unità di crisi. L'obiettivo è quello di contenere i disagi della protesta che sta paralizzando la Sicilia e riducendo drasticamente le scorte di benzina e di generi alimentari. I presidi, infatti, si moltiplicano in forma spontanea, coinvolgendo anche gli agricoltori chiamati in strada dal Movimento dei forconi e i pescatori delle marinerie dell'Isola.

A Palermo la situazione è costantemente monitorata dalla Polizia. Non sono segnalati problemi di ordine pubblico causati dalla protesta; tuttavia, nelle pompe di benzina, si registrano lunghe code di automobilisti nella speranza di trovare il carburante. Nel capoluogo siciliano continua il presidio davanti all'ingresso del porto e nei pressi della circonvallazione, all'ingresso di via Oreto e all'altezza dello svincolo di Villabate. Lungo lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento, all'altezza dello svincolo per Bolognetta, un centinaio persone e una quarantina di mezzi pesanti bloccano il passaggio. Fino a venerdì 20 gennaio sono in previsione nuovi presidi.

Nel catanese si sono aggiunti due nuovi presidi: lungo la Statale 385, all'altezza del bivio di Mineo, e a Caltagirone, nella zona del cimitero. Permangono i blocchi organizzati a Catania, nel piazzale antistante il porto; nella Zona industriale, all'altezza della Rotonda della VIII Strada; nei pressi dello svincolo 'Paesi Etnei' della Tangenziale; ad Acireale, all'altezza del bivio dell'hotel Horizzonte, lungo la Statale 114; nei pressi della frazione Trepunti, a Giarre.

Un corteo funebre, con canti e litanie, è stato simulato da un centinaio di dimostranti del movimento dei forconi che stamane protestano anche a Gela, e che ha raggiunto piazza Municipio. Al centro della piazza è stato allestito un feretro, composto da un tronco d'albero a forma di croce, con attorno carciofi, peperoni, arance e melanzane, al posto dei fiori. "Un ricorso alla metafora - hanno detto gli organizzatori - per denunciare con forza la morte dell'agricoltura siciliana".

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