La Russa a Catania: i militari anche nelle periferie

''A tutti gli uomini delle forze armate di carabinieri e polizia va indistintamente il mio grazie, la mia riconoscenza e la mia gratitudine e mi auguro quella di tutti gli italiani''. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a Catania incontrando i giornalisti a margine della visita al personale dell'Esercito, dell'Arma dei carabinieri e della polizia di Stato, impegnati nell'operazione 'Strade sicure 4'.

La Russa si dice “orgoglioso” del progetto "sono i militari che -spiega La Russa ai giornalisti- pattugliano i quartieri difficili, quelli che contribuiscono a rafforzare quel senso di solidarietà che la gente ci riconosce. A loro va il mio ringraziamento che è anche il ringraziamento della gente”.

E poi la Libia: “Speriamo in un passo decisivo -ha detto La Russa- per la soluzione della nostra presenza bisogna essere cauti. Sono convinto che l’azione militare deve andare avanti. Serve una forte azione politica e diplomatica, ma bisogna essere cauti. Il numero due di Gheddafi è in Italia”.

Salutando i giornalisti, Ignazio La Russa ha lanciato una frecciatina sportiva: “andrò a vedere Catania-Brescia, tifo Catania, ho incontrato Montella (allenatore del CT) ieri e gli ho detto che deve fare un campionato come quelli degli ultimi anni, se serve un nuovo difensore si devono attivare e lo stanno facendo. Avremo anche una grande Inter…”. E poi la Juventus, La Russa ha commentato le dichiarazioni di Andrea Agnelli secondo il quale lo scudetto dell’Inter sarebbe lo “scudetto dei prescritti”. “Sono enunciazioni giovanili, del giovane Agnelli…”, così il ministro si congeda dai giornalista e dalla città di Catania dopo una visita lampo gradita e importante per far sentire a tutta la città, ma soprattutto alla popolazione etnea, la vicinanza di quelle istituzioni nazionali alle volte così lontane.

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