Laura Salafia torna a Catania: "il mio regalo di Natale"

È atterrato intorno alle 12 nell'aeroporto di Catania l'aereo, proveniente da Forlì, con a bordo Laura Salafia, la studentessa universitaria 35enne di Sortino in provincia di Siracusa rimasta gravemente ferita dopo essere stata colpita a Catania da un proiettile vagante il primo luglio del 2010. La ragazza, tornata nel capoluogo etneo dopo 16 mesi trascorsi nel Montecatone Rehabilitation Institute di Imola.

La ragazza sarà ospitata presso l'Unità Spinale dell'ospedale Cannizzaro di Catania, unico centro specializzato dell'isola siciliana per pazienti mielolesi. Ad accoglierla è stato il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo. Per assicurarle un viaggio senza problemi, è stato organizzato un volo privato.
"Trattandosi di una paziente particolare – spiega la dottoressa Giansiracusa – è stato necessario organizzare un viaggio che le consentisse la dovuta continuità della terapia e della riabilitazione". Laura è stata ricoverata in una delle stanze idonee alla sua degenza e sarà monitorata dai medici per la riabilitazione. Ciò che la ragazza desidera, è di poter abitare in una casa tutta sua, adeguata alle sue necessità.
La giovane studentessa non smette di essere ottimista, ma ha un rammarico: "Avere giustizia per me oggi è molto importante - ha detto - Ma la cosa che più mi preme è che sia passato il messaggio che in una società civile la gente non può farsi giustizia da sé sparando in mezzo alla strada. Giustizia vera sarebbe che si rendesse conto veramente, nell'anima, di quello che ha fatto".

«Laura non finiva di ringraziare. Diceva "grazie, grazie, sono felice, sono contenta" e vorrei che su queste parole riflettessero tante altre persone che stanno bene in salute eppure non sono altrettanto felici». Ha raccontato così l'arrivo di Laura Salafia a Catania il presidente della Regione Raffaele Lombardo incontrando i giornalisti dopo aver accolto la ragazza al suo atterraggio a Catania. «Ho trovato Laura serena, felice e sorridente», ha aggiunto il governatore, «perchè realizzava un sogno. Ha detto che qua si sentirà a casa sua. Il fatto che sia tornata a Catania la rende felice. Prima di Natale organizzeremo una festicciola di auguri e lei è molto contenta di farlo». «Pur dopo questa vicenda drammatica del ferimento che purtroppo la costringe immobile su un letto», ha continuato Lombardo , «lei ha espresso il desiderio di tornare a Catania, che siamo riusciti a cogliere. Ma è stato niente rispetto a quello che questa persona meritava». «Laura mi ha dato un senso inimmaginabile di felicità. Mi aspettavo una persona triste, molto giù per una vita che non sarà facile, e invece mi ha commosso una serenità che è riuscita a trasmettermi». «Tutti noi», ha concluso Lombardo, «abbiamo un debito morale. È stata una vicenda sfortunatissima; non dobbiamo sentirci in debito quanto piuttosto stare vicini a lei e a tutte le persone che soffrono».

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