Maxioperazione antimafia a Palermo

Una vasta operazione antimafia che ha colpito anche i mandamenti mafiosi di Brancaccio, San Lorenzo, Resuttana e Passo di Rigano. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione e traffico di stupefacenti. Da quello che emerge dalle indagini e dall'operazione condotta dalla Dda di Palermo, nonostante fossero detenuti in regime di carcere duro, i fratelli Graviano continuavano a gestire le attività della cosca di Brancaccio. Probabilmente proprio attraverso la sorella, ora in manette.

Il mandamento mafioso di Brancaccio teneva contatti con la ’ndrangheta calabrese secondo quanto emerge da indagini della Squadra Mobile culminate la scorsa notte nell’operazione "Araba Fenice". È emerso anche da intercettazioni telefoniche e ambientali che i vertici del clan di Brancaccio tessevano una fitta rete di relazioni che comprendeva anche esponenti di spicco della ’ndrangheta calabrese, come pure quelli di altre famiglie mafiose di Palermo.

Gli affari legati alla costruzione del nuovo stadio e del centro commerciale dell’imprenditore Maurizio Zamparini, presidente del Palermo calcio, erano gli obiettivi di Giulio Caporrimo, il nuovo capo del mandamento mafioso di Tommaso Natale arrestato in una delle tre operazioni antimafia. In conversazioni intercettate dagli investigatori, Francesco Caporrimo, padre del boss che manteneva i collegamenti con il clan quando il figlio era detenuto, lo informava in carcere di alcuni grossi lavori edili che si stavano svolgendo sul territorio di competenza, con particolare riferimento a un centro commerciale i cui lavori erano già iniziati in quel momento storico, nel marzo del 2008, e dell’imminente avvio dei lavori un altro centro commerciale di Zamparini e del nuovo stadio.

L'operazione è stata coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e dei sostituti Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli. Le indagini hanno consentito di risalire agli attuali vertici operativi del mandamento e i loro più attivi fiancheggiatori, nonché di identificate anche gli esattori della capillare rete delle estorsioni controllata dalla cosca.

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