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"Movimento dei Forconi", quarto giorno di sciopero in Sicilia

Siamo al quatro giorno e ancora il movimento dei Forconi (che dal 16 gennaio blocca la Sicilia per protestare contro l'aumento del prezzo dei carburanti e delle tariffe autostradali) non si placa e non da segni di resa. Mentre a Palermo i presidi continuano davanti all'ingresso del porto e nei pressi della circonvallazione di via Oreto, a Palazzo D'Orleans e' in corso la riunione convocata dal governatore Lombardo con i prefetti di Palermo e Catania e una delegazione di manifestanti.

Nel catanese sèalito ad una ventina il numero dei presidi organizzati dai camionisti, contro il caro-gasolio e i rincari dei pedaggi autostradali. I manifestanti hanno bloccato l'ingresso dei mezzi pesanti nel porto di Catania, nell'autostrada Catania-Messina nella Zona Industriale del capoluogo etneo, lungo la Statale 114, all'altezza di Acireale e di Giarre.

Altri presidi sono segnalati lungo la Strada Statale Catania-Gela e a Paternò, dove stamane alla protesta si sono uniti gli studenti.

Situazione difficile anche nell'ennese, dove un camion della societa' Acqua Enna, che tentava di forzare il blocco dei camionisti che hanno aderito allo sciopero in corso in Sicilia, e' salito con la ruota sul piede di uno dei manifestanti. L'incidente e' avvenuto stamani sulla A19 Palermo-Catania, nei pressi di Catenanuova.

L'uomo, che avrebbe riportato una frattura, e' ricoverato all'ospedale di Enna.

Nell'ennese s'inasprisce la protesta degli autotrasportatori che stamani hanno bloccato lo svincolo di Catenanuova, in uscita ed entrata nella A19 Palermo-Catania.

Il blocco riguarda tir che trasportano derrate alimentari; sono garantiti i trasporti che riguardano beni di prima necessita' destinati a ospedali e carceri. Da qualche ora, sull'autostrada si registrano rallentamenti. Altri blocchi si segnalano sulla Statale 640, svincolo di Capodarso, in direzione Caltanissetta.

"Quando dodici organizzazioni di rappresentanza degli imprenditori e di categoria - le piu' importanti e con il maggior numero di associati - denunciano la possibile infiltrazione della criminalita' nella protesta dei Tir, le istituzioni regionali hanno il dovere di esprimersi con chiarezza".

Cosi' l'assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilita', Pier Carmelo Russo, risponde al grido d'allarme lanciato ieri dal mondo imprenditoriale.

"E, sempre per dovere di chiarezza - aggiunge Russo - , si deve rilevare che la protesta, pur comprensibile nelle sue ragioni, e' scattata con inconsueta durezza nei confronti di un governo nazionale che, assunti importanti impegni solo pochi giorni fa, gia' comincia ad attuarli, a differenza di quanto accaduto in precedenza".

"Va da se' - conclude l'assessore - che quanto fino ad oggi fatto dal governo Monti non puo' essere considerato ne' esaustivo delle iniziative necessarie, ne' pienamente soddisfacente. Percio', nelle prossime ore convochero' una riunione per definire le ulteriori linee di rivendicazione con tutte le organizzazione di settore. Tutte, nessuna esclusa ovviamente, sempre che ognuna di essa sottoscriva un patto di legalita', con il quale ci si impegni a denunciare infiltrazioni della criminalita' nella protesta e nella stessa gestione del settore".

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