SiciliaToday
Palermo, storia di una donna costretta dal marito a prostituirsi
Feb 21, 2009 - 10:09:10 AM

Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Carini hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto di R.D., 50enne, disoccupato, indagato per sfruttamento della prostituzione minorile e violenza sessuale e A.V., 50enne, insospettabile professionista.

La storia è iniziata qualche giorno fa, quando la moglie di R.D., che chiameremo con il nome di “Anna”, fermava, con una scusa, il Comandante della Stazione del paese, ma in quella circostanza, per strada non aveva il coraggio di dire tutto ciò che avrebbe voluto.

Il Maresciallo decideva di non insistere ma poco dopo chiamava la signora, invitandola in Caserma.

Questa volta, nell’ufficio del Maresciallo scatta la forza per raccontare e il coraggio di denunciare.

La squallida vicenda si consuma tra le mura domestiche e inizia quando Anna, poco più che ventenne, si ritrova abbandonata dal marito e con una figlia di pochi mesi, che chiameremo “Giulia”.

Si risposa, ma la nuova unione si rivela ben più infelice. Il marito, infatti, utilizzando dei pretesti, la immortalava in scatti osé, impiegati successivamente per annunci pornografici.

Quindi, dietro la minaccia di rivelare tutto, la costringe a prostituirsi con uomini adescati tramite inserzioni sui giornali e su internet.

Intanto, Giulia, (chiameremo così la figlia) cresce e arrivano i primi terribili sospetti della madre di un possibile coinvolgimento della propria figlia nei giochi erotici di R.D..

Quando qualche mese fa, la donna aveva manifestato la volontà di smettere con quei rapporti a pagamento, pregando il marito di interrompere lo sfruttamento che aveva subito per decenni e invece della reazione violenta che si attendeva aveva ricevuto una accettazione pacifica della richiesta.

I sospetti che l’uomo avesse trovato già una “sostituta”, e che potesse trattarsi proprio di Giulia si sono fatti più acuti quando, aveva incontrato casualmente, poche settimane prima, un uomo con il quale aveva avuto rapporti a pagamento, che a suo dire avvenivano sempre nel più completo anonimato, in alberghi di Palermo dove non era richiesto si esibire un documento identificativo, ne tantomeno un’eventuale annotazione sul registro clienti.

Quest’uomo le aveva raccontato di aver preso appuntamento, con le stesse modalità con una ragazza, e di non essere andato oltre alla scoperta della sua evidente minore età.
Una ragazzina che le somigliava, molto, e molte erano le similitudini nei modi di approcciare, le formule adoperate per procacciare i clienti, i “nickname” utilizzati nelle “chat”, le tipologie di annunci sui giornali.

Infine, era arrivata la tragica conferma, in casa, tra le cose del coniuge Anna aveva scovato delle foto che ritraevano la figlia nuda ed in posizioni erotiche, e poi ancora, peggio del peggio, foto che la ritraevano durante rapporti sessuali consumati con lo stesso padrigno.

Oggi Giulia, ha raggiunto l’età di 18 anni, ma le foto risalgono ad almeno cinque/sei anni prima, quando la ragazza aveva addirittura 12/13 anni.

A questo punto, il Maresciallo non ha avuto bisogno di proseguire nell’ascolto del racconto della donna, è scattata la perquisizione e di lì il rinvenimento ed il sequestro di un ingente quantitativo (oltre un migliaio) di foto e filmati che ritraevano quegli incontri risalenti al 2002/2003, quando la ragazza era piccolissima, catalogate per tipologie (alcune cartelle riportavano anche il titolo “per annunci”; altre facevano riferimento alla tipologia di foto: “sex completamente nuda”; “sex parzialmente coperta”; “senza viso”; “con viso”; “particolari”;).

Ed ancora schedari, nei quali erano raccolte e catalogate credenziali e password di numerosissime caselle di posta elettronica e dei browser di messaggistica istantanea utilizzati per procacciare clienti e gestire contatti, così come tanti messaggi-tipo per gli annunci erotici.

Ad R.D. viene immediatamente applicato il fermo di polizia giudiziaria, successivamente convalidato dal Magistrato. Contestualmente si rintraccia Giulia, maggiorenne solo da qualche settimana.

Il fermato si chiude in un totale silenzio, la figlia adottiva, addirittura lo difende, evidentemente plagiata, abituata a vivere in un mondo completamente scollegato dalla “normalità”.

Ad ascoltare la ragazza intervengono due Carabinieri donna.

Con loro Giulia si apre un po’ di più e comincia a comprendere l’importanza dei fatti e soprattutto a focalizzare le violenze subite. Ma il percorso per riuscire a distaccarsi da questa storia sarà sicuramente molto lungo, e purtroppo non senza dolori.

Il Maresciallo intanto, continua le sue ricerche: verifica, controlla, incrocia i dati, concordando le operazioni con il Magistrato. Emerge, quindi, un altro aspetto. Molte delle foto sequestrate non possono essere state scattate in automatico: deve esserci la mano di una terza persona. La conferma arriva quando in alcune foto la minore viene ritratta durante rapporti sessuali con un altro uomo.

Si iniziano allora ad approfondire ancor di più con ogni sforzo le fasi investigative, al fine di evidenziare tutti i minimi particolari, per individuare questa terza persona rimasta anonima.

Si scopre così che alcuni luoghi dove i rapporti avvenivano “quando mamma non c’era” (tra le poche conferme date dalla vittima), non sono quelli di casa propria.

Si tratta di uno studio di un professionista, si intravede, appesa al muro una laurea, si ingrandisce la foto, forse un cognome.
Altre foto sono scattate a bordo di una barca (particolare, della famiglia, di reddito modesto, che non possiede).

Tutti i Carabinieri della Compagnia di Carini vengono interessati nelle indagini, dopo qualche ora di “briefing” si arriva ad un indirizzo, e scatta il blitz.
A casa va anche il Comandante della Stazione, che ha dato inizio alle indagini, la conferma giunge quando ad aprirgli la porta, è lo stesso uomo che ha visto nelle raccapriccianti foto.

Si tratta di un insospettabile e stimato professionista di Palermo, coniugato e padre di e due figlie della stessa età di Giulia.

Dopo una discreta ma approfondita perquisizione della casa, i Carabinieri si fanno accompagnare anche nello studio, dove individuano i luoghi, teatro dei tanti scatti fotografici c.d. ignobili.

Nello studio verranno sequestrati anche altri CD, contenenti foto della ragazza, quasi tutte identiche a quelle rinvenute nella disponibilità del padrigno di Giulia. Inoltre vengono sottoposti a sequestro anche diversi strumenti erotici (vibratori, organi genitali finti, calze a rete, collant, biancheria intima di vari tipo, etc. etc.).

Il materiale sequestrato sarà sottoposto alle approfondite analisi di laboratorio dei Carabinieri dei R.I.S. (Raggruppamento Investigazioni Scientifiche di Messina) che permetteranno, dallo studio di quanto presente in quei Personal Computer, di fare luce sui contatti e collegamenti nelle attività di poste in essere per lo sfruttamento.

Al fermo già disposto per R.D., segue un’ordinanza di custodia cautelare per il professionista amico eseguita nella serata di ieri. Il suo arresto è l’ultimo atto che chiude, almeno per ora, questa vicenda di assoluta immoralità.