Rimborso cenere vulcanica, condannato Scapagnini
I giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Catania, Presidente Michele Ciarcià, a latere La Rosa e Mignemi, hanno confermato la sentenza di primo grado al processo cosiddetto per la "cenere vulcanica" condannando l’ex sindaco di Catania Umberto Scapagnini (due anni e sei mesi) e gli ex assessori comunali, due anni e due mesi, Nino Strano, Antonino Nicotra, Filippo Grasso, Ignazio De Mauro, Fabio Fatuzzo, Orazio D’Antoni. Tutti esponenti dell' ex amministrazione comunale che nel maggio 2005, appena due giorni prima delle elezioni, erogò un contributo a pioggia per i 4 mila dipendenti comunali. Somme oscillanti tra 300 e 1.300 euro come risarcimento per i danni provocati dalla caduta di cenere vulcanica del 2002. L'accusa, nelle scorse udienze, aveva chiesto otto mesi per abuso d'ufficio e l'assoluzione per la presunta violazione elettorale. Il Pg Platania aveva anche chiesto la revoca del risarcimento, quantificato in 50 mila euro in favore di Enzo Bianco, candidato a sindaco, che in primo grado si era costituito parte civile sostenendo di essere stato penalizzato dall'iniziativa della giunta nella campagna elettorale per le comunali del 2005.
''La decisione che ha rigettato la richiesta di riduzione di pena avanzata dal Procuratore Generale, sul presupposto dell'insussistenza del reato elettorale -si legge nella nota dello studio legale - ha invece accolto le prospettazioni della difesa del sen. Bianco che aveva, in particolare, sottolineato come la sussistenza di una 'elargizione', rappresentata dall' illegittimo rimborso di somme ai dipendenti comunali''.
''La sentenza d'appello ha detto chiaramente come le elezioni del 2005 siano state viziate - commenta Enzo Bianco -. Adesso tutti abbiamo piena cognizione dei comportamenti che la magistratura ha ritenuto illeciti e che hanno pesantemente influito sul voto. Ne prendiamo atto. L'evidenza dei fatti e' sotto gli occhi di tutta la citta'".
