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Incidente sulla Salerno - Reggio Calabria, distrutta intera famiglia palermitana: iniziano le proteste

È unanime il coro di protesta all'indomani dell'incidente avvenuto sulla Salerno-Reggio Calabria, in cui un'intera famiglia palermitana è stata distrutta. Le vittime sono Francesco Laurendino di 27 anni, Gianluca Riolo di 22 anni, Patrizia Cirlincione di 46 anni e le piccole Patrizia Cardella di 2 anni e Lucia Cardinale di 8, deceduta nella notte. In gravi condizioni Antonella Laurendino di 25 anni.

Al centro delle polemiche la mancanza di sicurezza, soprattutto nei tratti in cui si viaggia a doppio senso di circolazione a causa dei lavori di ammodernamento in corso, messi sotto accusa per la loro lentezza. Come quello tra Mileto e Rosarno, dove ieri un Suv con una famiglia palermitana a bordo ha centrato frontalmente un tir per poi finire sotto la fiancata.

Sull'autostrada, ribattezzata 'autostrada della morte' ci sono decine e decine di chilometri in queste condizioni con auto e camion che sfrecciano sulla stessa carreggiata ma in direzioni opposte, a pochi centimetri l'una dall'altra. In queste condizioni basta un attimo per andare incontro alla tragedia.

Adesso, però, la Calabria si indigna e reagisce. Il più duro è il segretario regionale del Pdci, Michelangelo Tripodi, che chiama direttamente in causa l'Anas ed i contraenti dei vari macrolotti quali corresponsabili degli incidenti per non avere munito le corsie di marcia degli idonei strumenti di sicurezza.

Una denuncia che Tripodi non intende lanciare solo sulla stampa, tanto che il partito ha già dato mandato ai propri legali di preparare un esposto denuncia da presentare alla magistratura contro il presidente dell'Anas Ciucci, il direttore, e funzionari dell'Azienda ed i contraenti generali.

E di "concorso morale" dell'Anas in omicidio colposo plurimo parla anche un esponente del centrodestra calabrese, il presidente della prima commissione del Consiglio regionale Giuseppe Caputo, del Pdl

Il segretario generale dell'Adiconsum Cisl, Romolo Piscioneri, "indignato" per la strage di ieri, punta il dito con i tanti chilometri oggetto di lavori che finiscono per stressare i conducenti costretti ad un surplus di attenzione per così tanto tempo.

Ad inasprire gli animi c'è anche la proposta di istituire il pedaggio per il transito sulla A3. I Giovani dell'Udc calabrese parlano senza tanti giri di parole di "una presa per i fondelli tanto evidente quanto avvilente" e invocano dal Governo "prima i servizi poi il pedaggio".

Nel frattempo il presidente della Fai Conftrasporto, Paolo Uggè, ha interessato immediatamente i prefetti delle province nelle quali si sono verificati gli incidenti perché, in base alle nuove disposizioni del Codice della strada, si compiano i dovuti accertamenti per verificare se tutti i componenti della filiera hanno operato nel rispetto delle norme della sicurezza sociale e della circolazione. Dell’iniziativa è stato informato anche il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino.

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