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Si spacca il fronte della protesta: riprendono i TIR, sciopero ad oltranza per i "Forconi"

Non si ferma la maxi-protesta che sta letteralmente paralizzando la Sicilia. Il movimento Forza d'urto mantiene 26 blocchi stradali in sette province della regione, che sbarrano la strada a Tir, autobotti, camion carichi di generi alimentari, carburante e altre merci. E, se è stato annunciato che lo sciopero degli autotrasportatori terminerà a mezzanotte, continueranno invece a oltranza le agitazioni di agricoltori, pescatori e attivisti dell'isola.

L'Aitras, l'Assotrasport, l'Assiotrat e i consorzi di Trapani, Palermo e Catania riporteranno i mezzi nei propri piazzali, lasciando i presidi e i punti di sensibilizzazione, in quanto i cinque giorni consentiti consentiti dalla legge che
regolamenta gli scioperi degli autotrasportatori scadono. I manifestanti chiedono il rimborso delle accise sul carburante, l'abbattimento dei pedaggi e dei costi di
traghettamento, garanzie sulle produzioni locali il cui prezzo e' aggredito dalla merce proveniente da Paesi extracomunitari.

Proseguirà invece ad oltranza la protesta dei lavoratori aderenti ai movimenti "Forza d'urto" e "Movimento dei forconi", che alla fine di una concitata assemblea a Catania, hanno deciso di andare avanti con i blocchi nei porti, nelle strade statali e nelle raffinerie, anche se dovrebbero allentare un po' la pressione. Al coro di proteste oggi si e' unito quello degli studenti: a Palermo per il passaggio del loro corteo e' stato chiuso il porto.

Il vertice convocato dal presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, con i prefetti di Palermo e Catania e delegazioni di manifestanti si e' chiuso in sostanza con un nulla di fatto. "Siamo affamati, la politica non lo capisce o non lo vuole capire", dice Giuseppe Richichi, leader dell'Aias. Lombardo, che condivide le ragioni della protesta ma non i metodi, ha chiesto aiuto al premier Monti. "La situazione siciliana desta molta preoccupazione, ha spiegato il sottosegretario ai Trasporti, Guido Improta, rispondendo alla Camera a un'interpellanza urgente sugli autotrasportatori".

I blocchi hanno causato la chiusura delle pompe di benzina. A Palermo e ad Agrigento trovare carburante e' impossibile, cosi' come a Catania, Messina e nell'arcipelago delle Eolie. Gli scaffali dei supermercati sono semivuoti, l'acqua minerale scarseggia, le piccole botteghe hanno abbassato le saracinesche, fermi i mezzi per la raccolta dell'immondizia a Ragusa e a Gela, chiuso per il secondo giorno consecutivo il mercato ortofrutticolo a Vittoria, il piu' grande d'Italia. Ci vorranno giorni perche' la situazione torni alla normalita'.

La Digos indaga sulla presenza di estremisti di destra e di sinistra tra i manifestanti e le procure sono in allarme dopo le denunce su presunte infiltrazioni mafiose.

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