Trapani, sequestrati beni per 25 mln a fedelissimo di Messina Denaro

Agenti della divisione anticrimine della questura di Trapani, e finanzieri del nucleo di polizia tributaria, hanno sequestrato beni per 25 mln a Michele Mazzara, 52 anni, indicato dagli investigatori come fedelissimo del boss Matteo Messina Denaro. Arrestato nel 1997 dalla Mobile, per associazione mafiosa, secondo gli inquirenti, Mazzara avrebbe coperto la latitanza del capomafia latitante, trovandogli nascondigli sicuri e luoghi da usare per i summit. L'operazione, denominata "Panoramic", ha messo le mani su un ingente patrimonio costituito soprattutto da complessi aziendali.

Mazzara era gia' stato arrestato il 31 ottobre 1997 nel corso dell'operazione "Halloween" in quanto ritenuto appartenente a Cosa nostra trapanese. Le indagini hanno accertato "l'elevato livello di collocazione gerarchica", in relazione al suo rapporto privilegiato con il superlatitante di Castelvetrano.

Cosi', gestiva svariate iniziative imprenditoriali per la realizzazione di speculazioni immobiliari e l'allestimento di alberghi (tra cui l'hotel Panoramic) e strutture ricettive nelle popolari localita' estive di San Vito Lo Capo e Castelluzzo-Makari, di edilizia privata nella zona del Comune di Paceco e di Trapani, nonche' di numerosi opifici per l'ammasso di cereali e olio, oltre che di acquisizione di vastissime proprieta', godendo di un "autonomo ed insindacabile potere di direttiva, a prescindere dal formale inserimento nella compagine gestionale" delle aziende.

Peraltro,durante le indagini si e' riscontrato un "ruolo attivo" di Mazzara nel tentativo di avvicinare candidati alle elezioni amministrative che si sarebbero tenute nel successivo mese di giugno del 2007 nel Comune di Paceco, contattaando "esponenti di caratura politica anche nazionale, allo scopo di procurare utilita' a soggetti a lui contigui".

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