UE, "Ponte sullo stretto non è priorità"
Non c'e' il ponte di Messina nelle priorita' della Commissione europea per la rete europea dei trasporti ma nel maxi-piano presentato oggi dal presidente Jose' Manuel Barroso, con orizzonte al 2030 entra Palermo nel corridoio 5 che parte da Helsinki e arriva a La Valletta.
"Non ci stiamo impegnando sullo stretto di Messina. La decisione se usare il ponte o il traghetto spetta all'Italia" ha affermato il commissario europeo ai trasporti Siim Kallas alla presentazione del progetto connecting Europe dedicato alla rete dei trasporti. Il capoluogo siciliano invece viene inserito nel Corridoio 5. "Palermo e' una citta' importante che merita di essere inserita nella direttrice. E' un nodo importante" ha precisato Kallas. Sul tema del ponte sullo stretto, il commissario europeo ha spiegato che non ci stiamo impegnando sui grandi progetti come il ponte sullo stretto di Messina o il tunnel sui Pirenei. Ci impegnamo su progetti piu' piccoli".
La parte italiana del Corridoio 5 prevede il collegamento ferroviario dal Brennero a Verona, poi Napoli-Bari e Napoli-Reggio Calabria e Messina-Palermo. E poi l'intervento per il collegamento via mare da Palermo a La Valletta.
Il progetto della Commissione Europea, che attivera' in totale finanziamenti per 50 miliardi di euro (31,7 miliardi destinati alla rete dei trasporti, 9,2 miliardi alle tlc e il resto alle reti energetiche) indica che tutti i principali assi in territorio italianio faranno parte della rete europea. "L'Italia e' ben coperta in termini di progettazione e di collegamenti.
La nuova rete dei trasporti interessera' interventi su 83 porti europei per collegamenti ferroviari e stradali, 37 aeroporti, 15 mila km di linee ferroviarie che saranno convertite all'alta velocita', 35 grandi progetti trasfrontalieri per ridurre le strozzature.
Il sostegno dei fondi europei in linea di massima rappresentera' il 20% dell'investimento in un grande progetto per un periodo di 7 anni. Il contributo agli studi puo' arrivare al 50% del costo. L'Unione Europea mettera' nei trasporti 31,7 miliardi di euro che faranno da capitale di avviamento, una sorta di effetto leva. Il resto arrivera' dai governi e dal settore privato.
