Viminale: stop sbarchi a Lampedusa. Primi arrivi a Porto Empedocle

Sono un centinaio i migranti rimasti a Lampedusa dopo i trasferimenti avviati negli ultimi giorni con navi e aerei. Oggi quaranta extracomunitari, fra i quali una trentina di minorenni, sono
stati imbarcati sul traghetto di linea che giungerà in serata a Porto Empedocle. I trenta minori verranno collocati in comunità. Entro oggi almeno tre voli trasferiranno circa ottanta persone a Palermo.

I 75 tunisini sbarcati all'alba a Porto Empedocle, dopo essere stati soccorsi a largo di Lampedusa, con due pullman sono stati trasferiti a Palermo dove, al porto, vi sono tre navi che vengono utilizzate come centro di raccolta. A bordo vi sono complessivamente 700 persone. A gruppi di cento, gradualmente, verranno condotti all'aeroporto di Punta Raisi, da dove partiranno con aerei militari C130 per essere rimpatriati. Anche i 26 tunisini sbarcati a Linosa entro oggi saranno trasferiti.

Intanto poliziotti, alcuni dei quali a terra e altri sulle navi, e agenti della Digos, circa 500 in tutto, hanno blindato il molo Santa Lucia, nella zona ovest del porto di Palermo. Senza autorizzazione, nessuno può avvicinarsi alle navi che hanno trasportato da Lampedusa circa 700 tunisini. Il molo è recintato e le navi si possono osservare solo a distanza di sicurezza.

«Stanno tutti bene - spiega il comandante dell'Audacia, Morello - hanno avuto un trattamento assolutamente adeguato, umano e civile. Sono stati rifocillati sia a pranzo che a cena, stamattina hanno fatto colazione e hanno potuto usufruire delle docce. I tunisini a bordo della nostra nave sono tutti maschi e maggiorenni, non so com'è la situazione sulle altre navi, né posso dire quando verranno trasferiti, non è di nostra competenza».

Lampedusa non è più porto sicuro e, come deciso dal ministero degli Interni, i migranti che attraversano il canale di Sicilia sui barconi non dovrebbero transitare più dall'isola come chiedono da anni a gran voce gli isolani. Cono Galipò, l'amministratore di «Lampedusa accoglienza», la coop che si occupa della gestione del Cie (Centro di identificazione ed espulsione) lampedusano incendiato ne giorni scorsi, dice di non sapere che fine farà il centro. «Stiamo mettendo - spiega - in sicurezza il padiglione non distrutto dall'incendio dei giorni scorsi e anche quelli per i minori e le famiglie. Il centro quindi potrebbe avere 450 posti letto disponibili. Non abbiamo indicazioni per ora su cosa accadrà. È certo che se il centro verrà chiuso le 130 persone alle nostre dipendenze non avranno più un lavoro».

Incendita l'auto dell'amministratore del centro. L'auto di Galipò è stata incendiata la notte scorsa. L'auto, una Ford, era posteggiata vicino all'hotel Medusa. Indagano i carabinieri.


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