WindJet, ancora ritardi e il "caso" Codacons

C'era un ambiente molto vario sul volo IV562 del 15 dicembre: famiglie, sindacalisti, gente che andava in vacanza, turisti. Tutti
che avevano scelto, chi per necessità, chi per comodità, di partire alla volta di Roma alle 6,15 del mattino, affrontando la levataccia conseguenziale, pur di avere l'intera giornata disposizione per i propri interessi.

Purtroppo, per colpa di una spia capricciosa sul cruscotto dell'aeromobile, i malcapitati, chiusi in aereo, dopo aver effettuato in orario le procedure d'imbarco, sono stati tenuti oltre due ore, ignari e senza alternative, in attesa che
i misteriosi eventi si evolvessero.

Finché intorno alle 9 il miracolo si è compiuto, si cambia aereo, con oltre tre ore di ritardo. Con tutto quel che segue.
Alcuni di quegli stessi passeggeri, però, dovevano rientrare la sera stessa con volo IV569 delle 20,30, e qui la vicenda assume toni grotteschi: già al check in viene comunicato un ritardo di circa due ore, ma gli addetti, elargendo un buono per un panino al bar (definizione volgare di quello che la carta dei diritti del passeggero chiama "assistenza"), sogghignano sinistramente.

In breve, tra un annuncio e l'altro, la partenza avviene intorno alle ore 0,50. Motivazione addotta: ritardato arrivo dell'aeromobile.

Come dire, il ritardo del primo aereo della mattina si è ribaltato via via sui voli successivi, fino ad arrivare ad oltre 4 ore.

Fra le persone coinvolte nella disavventura si trovavano anche due dirigenti nazionali del Codacons, che hanno raccolto i recapiti dei compagni di viaggio, per poter loro fornire quella "assistenza" che evidentemente la compagnia aerea non ha ancora ben capito cosa sia. Il codacons fa sapere che chiunque volesse ottenere un risarcimento danni per la disavventura subito, potrà rivolgersi al numero di telefono 095 7465686.

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