Adesso basta!

Avremmo voluto esaltare un gesto tecnico, commentare una giocato, descrivere emozionando ed emozionandoci la bellezza di una meta. Avremmo voluto, perché in realtà ci ritroviamo a scrivere di fatti che mortificano la bellezza dello sport, il sacrificio quotidiano di tutti quelli che cercano nel rugby e con il rugby uno stile di vita ed un’educazione difficile da ritrovare altrove.

La notte scorsa, per la quarta volta quest’anno, alcuni gentiluomini hanno pensato bene di addentrarsi furtivamente all’interno del “Santa Maria Goretti” e di rubare i cavi di rame che permettevano il funzionamento dell’unico riflettore in funzione, grazie al quale era possibile continuare l’attività sportiva, non solo della prima squadra, ma anche delle varie compagini giovanili che sul campo del “Goretti” si allenano ogni pomeriggio.

Fosse “solo” questo l’operato di questi gentiluomini potremmo restare nell’ambito della “normale amministrazione”: invece no. Invece questa volta, questi gentiluomini, hanno pensato bene di sfondare una porta che permetteva l’accesso all’interno della struttura e di inoltrarsi nella stanza riservata all’associazione “Spes” che, insieme all’Amatori, ogni pomeriggio, fa vivere il progetto “Rugby, play and school” che consente ai giovanissimi di trascorrere il pomeriggio tra i libri di scuola e il campo da rugby, rubando, dalla stessa stanza, i giocattoli riservati ai più piccoli.

“E’ l’ennesimo episodio che ci fa indignare, che vanifica i sacrifici di tutti: nostri, del Comune e dell’associazione Spes.” Queste le parole, amare, amarissime, del team manager biancorosso Umberto Trebar che prosegue: “questi sono atti di puro vandalismo, che ci feriscono: quello che possono ricavare dal furto del rame non è minimamente paragonabile al danno perpetrato, sia dal punto di vista economico, ma soprattutto dal punto di vista morale. Rubare i giochi destinati ai bambini è un atto di vigliaccheria pura: noi vogliamo togliere i bambini dalla strada, dandogli un posto dove studiare e fare sport, in maniera assolutamente gratuita. Se dovesse continuare così potremmo essere costretti a fermare l’attività e a rimettere oltre 200 ragazzini, che ogni pomeriggio affollano il “Goretti”, in mezzo alla strada. Spero che si faccia qualcosa per tutelare quello che è un patrimonio di tutta la città.”

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