Appello alla libertà

Berlusconi ha fatto davvero tutto nella vita. Nel mondo giudiziario, in particolar modo, egli ha ricoperto ogni ruolo. Indagato, imputato, assolto e condannato (ma solo nella giurisdizione civile)

Ops… dimenticavo, oggi è anche testimone e vittima del reato
Impossibile – se valutati a freddo e senza tessera di partito – non avere dubbi e perplessità sia su Berlusconi che sulla magistratura requirente che dal ‘94 ad oggi lo perseguita.
Fin qui è tutta acqua calda, già scoperta

In Sicilia, nel silenzio più assordante, ammantato dal mutismo che incute la nera toga (a volte a tinte rosse), si sta celebrando il più personalistico e politico uso della Giustizia e della Procura della Repubblica

I fatti li conosciamo tutti. Siamo a Catania, città estroversa ma non controversa. Anche qui esiste un potere giudiziario, ed anche qui, esso si muove secondo le medesime prassi dispregiative di ogni più elevato principio di Verità e Giustizia fra gli uomini.

Di recente, a completezza di un quadro ormai ben chiaro nelle menti dei meno fessi, il dott. Roberto Campisi – giusto provvedimento del Consiglio di Stato, ai danni di una deliberazione del CSM – è stato insediato nel posto che di ruolo gli competeva: Procuratore Aggiunto della Repubblica.
Al suo posto, tempo addietro, il CSM aveva invece nominato il dott. Michelangelo Patanè e la dott.ssa Marisa Scavo.
Inoltre, visto il pensionamento del Procuratore Capo della Repubblica – dott. Vincenzo D’Agata – Roberto Campisi sarebbe dovuto divenire il Procuratore Capo della Repubblica facente funzioni (anziché il dott. Patanè)

Nel frattempo, prima dell’operatività dell’anzidetto provvedimento del Consiglio di Stato, il Procuratore facente funzioni (dott. Patanè, oggi decaduto a seguito di detta sentenza) ha avuto tuttavia il tempo di derubricare il reato per il quale i due fratelli Lombardo erano stati indagati dai ROS dei Carabinieri

Siamo quindi passati da concorso esterno in associazione mafiosa a semplice “reato elettorale”. Ovvero, per gli appassionati della procedura penale, da Tribunale collegiale a quello monocratico.
La Procura ha quindi seguito il suo istinto, o meglio, ha asseverato il suo credo. Una vera e propria liturgica ortodossia politica: che sta tutta nel cuore del centro sinistra italiano.
Lombardo lo sapeva e per questo ha in Sicilia fatto il ribaltone, virando a sinistra.

Ma alla Storia cosa interessano questi fatti?

Ritengo, francamente, davvero nulla

Serviranno – ed è invece questo il mio pregato auspicio – che essi invece servano sì, ma per il futuro.
Da Berlusconi a Lombardo, dalla Lombardia alla Sicilia, da Cuffaro a Tortora l’esperienza giudiziaria di fine novecento ed inizi millennio ha piantato, pressoché quotidianamente, pura dinamite sotto la credibilità di ogni Tribunale del paese.
Ustica, Spatuzza, Berlusconi, Andreotti e la Procura di Catania hanno reso atei persino i più fanatici fedeli del diritto e della civiltà che da esso ne dovrebbe derivare

Non possiamo più tergiversare: il magistrato requirente deve essere riformato. Il suo criterio di selezione va, al più presto, assolutamente rivisto

Io dico: non più per concorso (spesso lottizzati dalla magistratura stessa) ma per merito, il quale va acquisito sul campo (non per concorso)

Penso io: prima diventi un bravo giurista, intarsiando la tua formazione di casi pratici, umani e concreti e soltanto dopo potrai esercitare funzioni giurisdizionali (Inghilterra e Usa già lo fanno da oltre duecento anni).
Va, di gran fretta, abolito e demolito il CSM. Luogo in seno al quale vengono lottizzati gli incarichi più prestigiosi ed ambiti. Nel quale, è triste ammetterlo, la figura del Presidente della Repubblica è simile a quella di un utile idiota, al cieco servizio della casta togata (solo Cossiga si ribellò a questa assurda ed anacronistica impostazione)

Va bandita dalla Repubblica l’ANM (Associazione Nazionale Magistrati), la quale nel nostro tempo, sì è sempre mossa quale soggetto politico, collocandosi in una precisa area geopolitica.
Oggi – mai come in passato – lo scontro/confronto politico è passato dalle piazze, dai comizi, dalle tribune politiche: alle procure, alle inchieste, agli arresti

Il caso Penati, a Milano, è lì tutto a rappresentare quella voglia di rappresaglia e di ritorsione che si palesa in coloro che oggi rimangono sotto attacco del Partito dei Giudici.
Mi rivolgo quindi ai veri liberali del nostro popolo.
A coloro che hanno investito gli anni della propria formazione umana in ideali e in principi, di etica e di diritto. A coloro che ancora, nonostante tutto, non smettono di impegnarsi a volere un’Italia più bella e all’avanguardia

A costoro dico: è tempo di agire.

È tempo di lavorare e proporre;
É tempo di aggregare per chiedere;
È tempo di coraggio, non di opportunità.
Se volete, è il tempo di passare – non alla Storia ma – al futuro.

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