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La grinta di Capuano

Calcio, Sampdoria-Catania 1-1: il commento

Un Catania compatto
Qualcuno dirà che questo meritato pareggio costituisca il classico "brodino", considerando i risultati delle dirette concorrenti e il momentaneo peggioramento delle condizioni di classifica dei rossazzurri. Qualcuno dirà che il Catania, pur compatto e deciso in campo, abbia dimostrato i soliti limiti in fase di manovra avanzata. E non sarebbero considerazioni peregrine. Tuttavia, io dico che, in ogni caso, questo è un punto ottimo, un punto che fa morale; un punto che sancisce una certa continuità di risultati nell'ambito della gestione Mihajlovic. E non è poco. Da quando il tecnico serbo ha preso in mano la situazione (tardivamente...), il Catania ha ottenuto due vittorie (di cui una incredibile e immeritata, in casa con il Livorno), due sconfitte e un pareggio in campionato; una vittoria esterna a Genova contro i rossoblù di Gasperini a centrare l'insperato accesso ai quarti di finale di Coppa Italia, seconda miglior performance storica della compagine etnea nella competizione. Da questo discreto "filotto" è necessario partire per abbozzare un'analisi corretta dell'attuale momento, al di là di qualsiasi riflesso relativo alla graduatoria, che vede adesso i rossazzurri penultimi a 16 punti accanto all'Atalanta, vittoriosa sulla Lazio, nonché a tre punti dal Bologna "maramaldo" a Firenze (risultato, obiettivamente, pesante, peraltro, per esempio, alla stessa stregua della vittoria dei rossazzurri a Torino con la Juve). Senza dimenticare che Bologna, Atalanta, Udinese e Lazio devono recuperare una partita e, pertanto, il distacco dalla quart'ultima posizione potrebbe anche risultare più ampio (ma non decisivo). Il mio parere è che sia inutile adesso guardare la classifica e "tafazzarsi" i testicoli, giacché è troppo, troppo presto per fare previsioni. Si è tutti lì, nel calderone: una settimana gioisce il Catania, l'altra il Livorno, l'altra ancora il Bologna o l'Atalanta. L'importante è dimostrare, partita dopo partita, di "esserci" fisicamente e mentalmente, di non mollare la presa. Da questo punto di vista, mi pare, ci siamo. Anche una settimana fa, contro i rossoblù, il Catania, al di là della sconfitta finale, aveva fatto vedere di poter lottare anche contro avversari di un certo valore. La conferma odierna non può che fare piacere, a patto, però, che si faccia bottino pieno nelle prossime due, fondamentali gare interne contro Parma e Udinese, crocevia fondamentale del campionato etneo. Se si riuscirà a vincere, di sicuro la classifica si potrà fare interessante. Per farlo -la gara con la Samp lo ha ancora una volta confermato- serve un'iniezione di qualità in attacco. Un attaccante, va'. Un attaccante di valore, per giunta. Anche oggi si è assistito a una gara gagliarda, grintosa, ben giocata tatticamente, eppure -come al solito- poco produttiva in fase offensiva, dove lo splendido Martinez ha lottato da solo contro tutto e tutti, dando il massimo fisicamente (partita eccezionale, a mio avviso, quella del Malaka), senza tuttavia poter far nulla in fase di conclusione, dato che Mascara e Ricchiuti (preferito a Ledesma e autore di una discreta prestazione) hanno svolto compiti da centrocampista. Non basta, quindi, la prima magia in Italia di Llama, punizione capolavoro dal limite. Non basta, e non solamente per la limitata valenza offensiva dell'undici catanese, ma perché Morganti è mediocre. Lo è sempre stato e lo sarà sempre. Esperto, sì, ma scarso. Il rigore fischiato al 44' per un contatto Silvestre-Pazzini a centro area appare assai generoso, considerato che il centravanti nel giro della Nazionale si accascia al suolo come abbattuto da uno tsunami. Certo, l'ingenuità del centrale difensivo argentino rimane (non c'era assolutamente bisogno di andare al contatto deciso, dato che il cross di Lucchini appariva abbastanza alto), ma Morganti avrebbe potuto evitare. La trasformazione del rigore, unita a un tocco sotto di Poli in avvio (bravo Spolli a salvare sulla linea con l'aiuto del palo) e a un colpo di testa ravvicinato fuori misura di Rossi nel recupero, rimangono le uniche occasioni costruite da una Samp inguardabile (Palombo e Cassano indisponenti). Se paragonato al rendimento offensivo del Catania -il capolavoro di Llama e due grosse occasioni fallite da Martinez- si capirà come il pareggio possa considerarsi risultato giusto. Ma il rammarico rimane. Con quel "qualcosina in più" in attacco, sicuramente, a questo punto, la cassifica sarebbe migliore.

Il massimo con il materiale attuale
Inutile sottolineare come Mihajlovic stia facendo il massimo con l'organico a disposizione. Mi sento di sposare la sua decisione di inserire Ricchiuti dall'inizio, considerato che lo aveva visto bene in Coppa Italia. Devono giocare i più in forma, senza pregiudizi di alcun genere. Fermo restando che, continuo a ripetere, se si vuole recuperare Ledesma, bisogna farlo giocare. Oggi lo ha fatto, non bene a dire il vero, per una mezzoretta. Ormai l'assetto appare abbastanza definito: quattro difensori, tre mediani, due trequartisti, una punta. Oggi, mancando Carboni, assetto più offensivo con Ricchiuti a fare sostanzialmente il centrocampista. Ma il succo è quello. I punti fermi non mancano: Alvarez e Spolli in difesa; Carboni e Biagianti in mezzo; Llama sulla trequarti; Martinez in attacco. Da sottolineare, inoltre, la buona partita di Capuano sulla corsia mancina, sugli standard della scorsa stagione. Che sia l'inizio di un "risorgimento" per il laterale campano, fin qui assai deludente? Analizzando il rendimento singolo per singolo, conseguentemente, risulta che ci sia qualche problema dalle parti di Silvestre, non all'altezza dell'ottima scorsa stagione, a centrocampo, dove servirebbe un "pensante" e in attacco, naturalmente, dove Martinez si sacrifica in un ruolo non suo (bisognerebbe sfruttare il suo grande stato di forma facendolo giocare da seconda punta, a sfruttare gli spazi creati da un attaccante centrale) e lo stesso Mascara dovrà darsi una mossa, in quanto finora, a parte lo splendido sacrificio, non si mostra decisivo come in passato.

Topolinik, segnali di nervosismo
A proposito di Mascara. Non mi è piaciuta la sua reazione infastidita alla sostituzione impartita da Mihajlovic che, fra l'altro, mi piace sempre di più perché non guarda in faccia nessuno, nemmeno i leader. Peppe deve capire che tutti i giocatori sono uguali davanti all'allenatore, e se quest'ultimo decide di sostituirti, ci sta, devi accettarlo. Non solo. Sarebbe bene che Mascara tornasse a fare il Mascara, a decidere le partite, dato che lo sa fare, piuttosto che correre a perdifiato. Per quello, magari, c'è Izco, che ha piedi da muratore e non può fare il Mascara, nemmeno nel mondo delle favole...

Dopo "Canta Carboni", ecco "Canta Pavone"?
Per conquistare la salvezza, Mihajlovic lo sa bene, una squadra deve mostrare compattezza e solidità prima di tutto. E sta lavorando su quello, con buoni risultati. Tuttavia, adesso servono i gol, altrimenti le vittorie pesanti, devcisive, non arriveranno. E per i gol serve l'attaccante. Lo stiamo sospirando, ma continuo a essere fiducioso in merito alla bontà del lavoro della società. Sembrerebbe che stia per giungere in rossazzurro il centravanti argentino Mariano Pavone, ex beniamino dei tifosi dell'Estudiantes (veramente micidiale in patria), un paio di stagioni poco brillanti in Spagna nel Betis Siviglia, adesso in Liga Adelante (Serie B). Si era detto che sarebbe arrivato un attaccante italiano subito "spendibile" in campionato; evidentemente molto difficile risulta il mercato interno... In ogni caso, Pavone in passato ha mostrato qualità, sebbene poi in Europa non abbia fatto bene. Prima di giudicarlo, qualora arrivasse, sarebbe bene vederlo giocare, in campo... Non si sa mai, a scanso di "malacumpasse" sempre posssibili in un ambiente come quello catanese, assai pronto a dare patenti di brocco o campione a chiunque, specialmente "a priori", pur non avendo mai fatto di Kant la propria guida...

Il destino nelle prossime quattro gare
Il Catania si giocherà gran parte delle proprie chance di salvezza nelle prossime quattro gare: tre in casa (Parma e Udinese consecutive, poi Atalanta), intervallate da una in trasferta (Lazio). In pratica, classifica alla mano, tre scontri diretti (Udinese, Lazio e Atalanta) e un match contro una formazione ampiamente alla portata (Parma). S dovrà giocarle al massimo, beneficiati dai necessari rinforzi e, soprattutto, tutti uniti. Più che un attaccante, pure indispensabile, il fattore decisivo risulterà il pubblico del "Massimino". Bisogna continuare sulla strada del match con il Bologna. Sostegno, sostegno e ancora sostegno. Solo così si potrà aiutare i ragazzi a superare, magari, qualche limite di fondo. Recupereremo Carboni e Bellusci, giocatori importanti, è vero, ma sarà l'unità, la compattezza dell'ambiente a far compiere il vero salto di qualità alla squadra. Certo, bisognerà "aiutare" il tutto con un po' di qualità in più, non ci sono dubbi, ma il cuore, nella lotta per la salvezza, serve. Serve moltissimo. E, allora, tutti allo stadio, con fiducia. Let's go, Liotru, let's go!!!


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