Chi è senza peccato scagli la prima pietra
Veniamo da una settimana di scandali sessuali, di particolari, di pettegolezzi, tutti incentrati sul presidente del Consiglio.
Non voglio entrare nel merito dei fatti, Dio me ne scansi e liberi, non è affar mio, e un senso del pudore me lo impedisce.
Però qualche riflessione sul modo di comunicare e di percepire questi scandali; questo si.
La debolezza umana, le miserie personali sono elementi che ci accomunano tutti, non riescono a scandalizzarmi, siamo spesso schiavi di meccanismi che non sappiamo dominare, cerchiamo il nostro piacere, la realizzazione, ognuno come può, ognuno come riesce.
Questa è l’umanità ad immagine di Dio di cui porta il soffio vitale, ma pur sempre creata dal fango.
Davide il grande re d’Israele è debole, adultero ed omicida, Pietro di fronte alla croce tradisce il Maestro e di fronte ad una ragazzetta finge di non averlo mai conosciuto.
Chi onestamente può tirarsi fuori da questa natura, da questa debolezza ontologica connaturata nel genere umano?
Gesù rispetto alla donna adultera che sta per essere lapidata pone ogni uomo di fronte alla propria miseria: “chi è senza peccato scagli per primo la pietra”(Gv 8,7).
In fondo l’uomo è questo essere infinitamente fragile, debole ma con la possibilità di essere redento, di ricevere una natura nuova, quella del Cristo risorto. In questo cammino, però, non si può prescindere dalla miseria umana, che ne costituisce la base, il punto di partenza. Chi è già buono, chi non può guardasi dentro per vedere chi è realmente, questi non ha bisogno di redenzione, basta a se stesso, e si sente in grado, se non in dovere, di giudicare impietosamente gli altri.
I vari casi Clinton, Marrazzo, Sircana o Berlusconi, non mi scandalizzano. Ciò che mi disgusta è l’atteggiamento dei novelli chierichetti alla Santoro sino a ieri schierati contro ogni forma di morale, fautori del relativismo etico più sfrenato: pro aborto, divorzio, pacs, eterologhe e chi più ne ha e più ne metta... ed oggi sacerdoti della morale, pronti a sguazzare nelle altrui sozzure, per mostrarne le bassezze, per svelarne le nudità.
Ciò che mi preoccupa è il moralismo di quelli che si professano “cattolici adulti”, di chi duemila anni fa accecato dalla propria bontà, avrebbe scagliato la prima pietra.
