Dall’ albero di pesco possono nascere i kiwi?

Nel nostro mondo civile insorgono sempre novità etiche e per certi aspetti incomprensibili. Possono coppie gay adottare bambini, o avere figli con uteri in affitto o con l’inseminazione artificiale?

Noi studiosi dei comportamenti umani siamo chiamati a dare delle spiegazioni. Subito si formano gli schieramenti: i favorevoli progressisti della corrente “ognuno può fare quello che vuole” però poi sono gli stessi che se la prendono con Berlusconi perché fa quello che vuole; i contrari conservatori della corrente “la coppia deve essere rigorosamente etero, la famiglia è sacra con tutti i suoi valori” però sono quelli che difendono Berlusconi perché lui a casa propria può fare quello che vuole. Altri misteri del comportamento umano.

In mezzo a tutta questa scientifica incoerenza cercheremo di fare una riflessione non facile.

Le risposte cambiano spostando il profilo di veduta (ex punto di vista).

Adottare un bambino bisognoso, toglierlo dalla fame e dargli una possibilità di sviluppo sembra una cosa buona e giusta aldilà del fatto che i soggetti accudenti siano maschio/femmina; maschio/maschio; femmina/femmina. E, aggiungiamo, è una cosa buona e giusta se i soggetti accudenti sono i single.

In passato ad alcune persone singole, in possesso di tutti i requisiti economici-etici, è stato negato il diritto di adottare proprio in quanto sole. Ma ci domandiamo: se una donna/uomo rimane vedova/o con un figlio piccolo o più figli e decide di non sposarsi, viene condannato/a dallo Stato da un punto di vista etico? O lo Stato li obbliga al matrimonio? La risposta è ovviamente no. Queste persone vengono anzi valutate quali persone eroiche, e lo Stato le aiuta.

Altra incoerenza? La difficoltà tante volte è far accettare ai figli il nuovo compagno/a di mamma e papà.

Se spostiamo il punto d’osservazione sul desiderio di genitorialità delle coppie omosessuali allora cominciamo a non essere più tanto d’accordo.

Se si adotta un bambino per i motivi cui sopra non bisogna avere la pretesa di essere chiamato papà 1-2 o mamma 1-2. Bisogna farsi chiamare per nome e spiegare al bambino le motivazioni.

La persona che nella sua vita sceglie di essere omosessuale dovrebbe rinunciare alla pretesa di diventare genitore o di sentirsi tale. Al limite educatore Perché lo sviluppo della natura per il 90% è etero.

Il proprio egoismo non dovrebbe vincere su tutta una serie di conseguenze etico-sociali e comportamentali.

Il problema di fondo è che oggi l’antropocentrismo onnipotente dilaga. L’uomo vuole soggiogare in maniera assoluta la natura in tutti gli ambiti. Vuole diventare padrone assoluto e senza veli sicuramente vuole sostituirsi a quello che comunemente chiamiamo Dio e attribuiamo a Lui la creazione della vita. Questo è, a nostro avviso, il vero aspetto preoccupante.

Voler fare tutto quello che aggrada a livello personale non pensando per nulla alle conseguenze globali.

Togliere un bambino dalla fame e aiutarlo nella crescita se ci sono i requisiti lo potrebbero, o forse dovrebbero, fare tutti. Anche perchè oggi il sistema coppia, al di là che si tratti di etero o omo, non è garante di un migliore accudimento anzi è fra quelli più instabili.

Ci sono state coppie etero che hanno adottato bambini e poi dopo qualche tempo hanno divorziato, immaginate il trauma dei piccoli.

Farsi inseminare o affittare un utero per il proprio egoismo, narcisismo o senso della sfida alla natura non lo condividiamo.

Forse può nascere un kiwi da un pesco, così come chi può si fa le maniglie delle porte d’oro, noi non ne vediamo né il senso né l’utilità per l’evoluzione della specie.

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Opinioni