SiciliaToday
Il dramma silenzioso di San Fratello
Feb 16, 2010 - 8:54:42 PM

Si, non c’è nessun morto. Ma la frana di San Fratello spiazza lo stesso, per la sua 'dolcezza', perché non può chiamarsi 'tragedia' ma ancora di più dimostra l’incapacità dell’uomo di fronte alla forza della natura. Una forza che stavolta entra bussando, in punta di piedi, per picchettare un territorio, appropriarsene e buttare fuori i suoi abitanti, che non possono nemmeno ribellarsi.

La frana di San Fratello va a rilento, e come essa anche l’informazione, che rimane in attesa di una notizia che comunichi cambiamenti, eventuali nuovi sfollati, gente che può rientrare a casa, che informi sullo stato del fenomeno.

Così l’informazione siciliana, online soprattutto, rimane ferma insieme ai sanfrattelani, guardando il rallenty girato a San Fratello da un regista che si chiama Natura e che fa rimanere attoniti senza assistere a colpi di scena, ma che distrugge un paese siciliano, in un’isola che, per il percorso lento di questo dissesto, sente di non essere colta alla sprovvista.

Certo, la gente si è salvata e i sanfratellani residenti nei quartieri spezzati dallo smottamento pigro sono andati via, hanno preparato i bagagli, adesso fanno la fila per ottenere l’autorizzazione e ritornare a prendere le ultime cose presso la proprie case, per portare una parte di sè che forse è scomparsa per sempre.

14 febbraio – giorno in cui la terra del comune nebroideo ha iniziato a cedere, spontaneamente, senza la forza di un terremoto, con il sostegno della pioggia. Le parole del sindaco del paese danno l’idea di quel che succede in quei luoghi dove nessun boato ha stordito: “La situazione è drammatica”.

15 febbraio – La frana continua il suo percorso, sempre a basso volume, talmente basso da essere assordante, talmente basso da concedere agli uomini il silenzio della riflessione sulla propria impotenza. Il presidente della Regione va in visita a San Fratello: “Dimensioni del fenomeno inimmaginabili”.

16 febbraio - Dichiarato lo stato di calamità per il comune dei Nebrodi e per gran parte dei comuni della Provincia di Messina.

Per l’alluvione di Giampilieri la gente ha urlato per mettere sull’attenti politica e giornali. I siciliani in quei giorni, aldilà dell’amarezza per ciò che nel messinese era successo, sentivano ancora il pianto degli abitanti e il boato della montagna, il fruscìo nervoso del fango che ricopriva auto, strade, corpi. E poi, i siciliani in quei giorni, con quel sottofondo costante e rumoroso della tragedia, vivevano nell’ansia di ottenere un aiuto, di elemosinare l’attenzione come un cane affamato che attende il boccone da un uomo che può, beato lui, divorare il cibo.

Per i fatti di Giampilieri, talmente evidente è stato il menefreghismo dell’Italia che l’attenzione stessa dei siciliani ha rischiato di essere spostata sulla presa di coscienza di una Sicilia ingiustamente trascurata e snobbata, sul suo orgoglio.

Stavolta sembra essere stato immediato l’intervento della politica locale, che ha quasi dato l’idea di rimanere anch’essa senza parole dinanzi alla visione della frana, non concedendo nemmeno agli 'elettori', ancora siciliani, di puntare il dito, nonostante qualche singola voce della politica stessa abbia tentato di strumentalizzare.

Nulla da dire al governo regionale, per lo meno per ora, nei giorni in cui San Fratello si legge nelle prime pagine dei quotidiani severamente siciliani.

Turbati, attoniti, quasi stanchi, come se la Natura con questo fenomeno ci avesse consigliato di rassegnarci, ma diciamolo chiaro, anche stavolta, Tv e politica nazionale, hanno guardato la Sicilia con la coda dell’occhio.

E stavolta, che sia per la natura che con gentilezza fà fuori gli abitanti di San Fratello, che sia per il timore che ci hanno inculcato sul pregiudizio di una presunta autocommiserazione, tipica, a detta degli altri, di noi siciliani, stiamo in silenzio, come la dignità dei sanfratellani, come quella frana che ha rischiato, e forse rischia ancora, di far scomparire il paese.

Sono loro, i sanfratellani, i primi che attendono ancora e che ancora confidano per non spezzare le loro radici. Nella speranza che, quando la frana deciderà di concedere respiro, non continuerà l'attesa del sostegno e degli aiuti, perchè se le tragedie rumorose alle volte corrono il rischio di essere dimenticate, anche quando sono in corso, questo rischio potrebbero correrlo, a maggior ragione, i drammi silenziosi.

Troviamo il modo di sostenere San Fratello