Il privilegio di essere gay
Corre voce che da qualche tempo per le assunzioni di lavoro, soprattutto nei grandi centri commerciali, nei curriculum vitae chiedano la preferenza sessuale e con grande sorpresa non vi è discriminazione per gli omosessuali ma per gli etero, soprattutto donne.
Finalmente gli omosessuali dopo anni di ghettizzazione vengono, cosi come è successo nel campo sempre fertile della moda, privilegiati.
Questo atteggiamento, che potrebbe sembrare una grande apertura sociale, nasconde invece un bieco e meschino inganno. Viene da chiederci quale mente fervida abbia messo in atto questo tranello sociale e soprattutto perché?
Il perché è intuitivo: le persone omosessuali non vanno mai, o quasi, in maternità/paternità così il datore di lavoro può risparmiare quelle migliaia di euro sancite dalle legge.
Da un punto di vista sociale questo atteggiamento oltrepassa di molto il limite etico del rispetto della dignità umana.
Prima si sono fatte le campagne a favore dei figli in una nazione a crescita zero, oggi subdolamente si fa contraccezione sociale.
Prima chi era omosessuale doveva nascondersi, ora si devono nascondere gli etero.
Verso quale società futura ci stiamo avviando? Fino a che punto arriverà l’incoscienza assassina di chi per salvaguardare il suo piccolo interesse provoca delle valanghe sociali.
Fermiamoci a riflettere: bisogna che in questo momento ognuno si prenda delle responsabilità etiche e denunci questi casi di prevaricazione dei diritti di ognuno.
Il lavoro è un diritto di tutti e bisogna essere valutati per le capacità oggettive e non per l’orientamento sessuale,o per qualche altra aberrazione del sistema schizofrenico nel quale grazie a queste menti criminali viviamo.
Dott. Giuseppe Lissandrello Psicologo/Psicoterapeuta
