Inno alle Iene, lezione di vita e di giornalismo
Altro che Iene. Abbiamo mai riflettuto su quanto, in quest'Italia che spesso ci rende cinici e rassegnati, programmi quali Striscia la Notizia e Le Iene, siano un pò come quegli amici di cui non abbiamo e avremo mai bisogno, ma che comunque, sappiamo che esistono nel caso di bisogno?
No. Non abbiamo mai riflettuto, ma lo sappiamo tutti. I due programmi del sarcasmo, dell'ironia e della tortura, sono presenti nelle nostre vite come delle garanzie scontate. Danno un calcio alle teorie che rinnegano e approvano la televisione spazzatura, di cui tutti, o quasi, siamo fautori e critici.
CASO CRISAFULLI
Il caso Crisafulli è un caso di cui i giornali hanno parlato, è un caso che ha più o meno colpito: più per chi leggendo immagina e si sensibilizza, meno per chi, distratto, vuole solo sapere cosa succede nel mondo. Salvatore Crisafulli, tetraplegico da più di 7 anni, catanese, aveva deciso di andare in Belgio, per farsi applicare l'eutanasia. Salvatore riesce a farsi comprendere muovendo le palpebre. A dare notizia della decisione di Salvatore era stato il fratello, Pietro, che aveva inoltre dichiarato che la famiglia era stata abbandonata dalla politica.
E' un caso comunque che ha richiamato l'attenzione, ha allertato politici e personalità, che, vero falso, hanno dichiarato di non essersi dimenticati di Salvatore, anzi, di aver provveduto egregiamente alle cure sanitarie. E chissà che oltre alle cure, Salvatore non avesse bisogno di una certezza o forse di un sorriso da parte di uno solo di quei politici.
LE IENE. INFORMAZIONE E VITA
Stasera la trasmissione dedicherà la sua puntata a Salvatore. Le Iene, cattive, sarcastiche, imperterrite e sadiche, riescono a compiere più di un miracolo. La visita di Giulio Golia in casa Crisafulli, che vedremo stasera in trasmissione, fa rivivere Salvatore, donandogli la speranza, facendo sorridere i suoi familiari, nei cui confronti fino a poco tempo prima magari Salvatore sentiva di essere solo un peso.
Golia ha convinto Salvatore: ha deciso di continuare a vivere. E in un solo attimo Salvatore magari ha capito che peso non lo è e che la sua vita ha ripreso a fiatare, vivendo e facendo vivere un’emozione.
Le Iene danno un calcio alle personalità, garantendo, tramite il loro potere informativo, che Salvatore non sarà abbandonato (questa la promessa di Golia in casa Crisafulli), danno un calcio alla televisione spazzatura, perché oltre a soddisfare le curiosità dei più distratti, che però riescono a sensibilizzarsi, convincono i protagonisti delle storie a ritrovare la voglia di vivere. Riescono a superare persino il tanto decantato giornalismo fatto coi guanti, quando i guanti sono dati solo dall’intellettualità del genere, perché parlano della gente comune, in maniera diretta, comprensibile a tutti, puntando sempre sul binomio: in questo caso dell’additato e della vittima, presenti entrambi, con nomi e cognomi.
Senza nessuna generalizzazione su politica e società, senza lamentarsi e aggredire per partito preso, facendo ben capire dov’è il problema, chi ne è vittima e di chi è la colpa, cosa che nei giornali difficilmente si riesce a fare. E il paradosso sta nell’aver conquistato il pubblico con l’ironia e il sarcasmo, senza mostrare mai apertamente alcun segno di serietà, perché gli amici sono quelli con cui noi ridiamo, senza dir loro che avevamo bisogno di ridere.
E stasera, siamo sicuri, sorrideremo con le Iene, che riescono a dare una grande lezione di vita e di giornalismo al loro pubblico e ai loro insegnanti
