La Polizia Municipale di Catania lontana dalle reali necessità
I nostri amministratori hanno il “vizio” di attribuire il degrado catanese ai cittadini.
Appare un esemplare alibi di “mala gestio”, in cui chi ci governa trova sempre e comunque un “capro espiatorio”, mantenendo ben lontano il nobile latinismo del “mea culpa”.
Negli ultimi mesi, alcuni fatti giudiziari importanti rivelano nomi più o meno noti direttamente imputabili al declino della nostra terra.
E’ quindi evidente tale processo: la cittadinanza risponde alle azioni (inesistenti) di una classe dirigente interessata ad attrattive poco legittime e lontane dal governo della “res pubblica”.
In questo umiliante contesto si inserisce il caso della Polizia Municipale di Catania.
Tale corpo fornito dal Comune è stato spesso oggetto di critiche, in quanto risultavano poco incisive le azioni a supporto della cittadinanza.
A tutt’oggi nulla è cambiato. Molti cittadini si chiedono quali siano gli obiettivi e le operazioni della Polizia Locale.
La realtà è sotto gli occhi di tutti. Eccetto i controlli per violazioni al Codice della Strada, il lavoro dei vigili urbani sembra inefficace ed inefficiente.
In una città ad alto tasso di criminalità come Catania, parrebbe opportuno che le risorse umane e finanziarie vengano destinate maggiormente al contrasto con tale problematica.
Esemplari, al riguardo, risultano gli impegni assunti da parte delle Forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri, Gdf) ma è auspicabile che la Polizia Locale supporti tali iniziative.
Sicuramente non da lustro e decoro osservare gli sguardi impotenti dei vigili urbani verso potenziali borseggiatori “senza casco”; sinceramente non rispettano i più elementari principi di correttezza i vigili urbani che usano toni accesi per intimorire e rimproverare una distinta famiglia per un’infrazione al CdS.
Fatto ancor più inquietante è dimostrato dall’arresto, in questi giorni, di quattro vigili urbani per reati di concussione, omissioni in atti di ufficio, falsità ideologica e abuso d’ufficio.
E’ vero, “la madre dei cretini è sempre incinta”. E’ anche vero che funzionari, alti dirigenti e amministratori inizino a riflettere e adottare seri provvedimenti verso chi arreca un danno all’interno del Corpo di Polizia. Un’idea condivisa potrebbe essere quella di riformulare l’intera Polizia Municipale, cominciando da assunzioni di nuovo organico (preparato) e licenziamenti di uomini non idonei, acquisto di nuovi mezzi, ridefinizione degli obiettivi.
C’è un episodio che deve assolutamente far riflettere: dentro l’Ufficio Informazioni Verbali, il vigile urbano fumava tranquillamente la sigaretta. Alla mia affermazione gentile di spegnere la cicca in quanto luogo pubblico, il poliziotto mi rispondeva con tono accesso “me la facissi lei la multa”. Vane sono state le mie ricerche sul responsabile della struttura per far presente l’accaduto (chi controlla i controllori?).
Il miglior modo per educare la cittadinanza non è solo quello di far applicare le leggi. Prima di tutto bisogna essere validi esempi di correttezza e disciplina; il senso civico deve partire da chi ci guida e ci controlla.
Auspico (e sono certo) che il nuovo assessore Massimo Pesce divenga promotore di una ritrovata fiducia tra Polizia Municipale e cittadini.
La costituzione ci avverte: “La legge è uguale per tutti”. Non corriamo il rischio perenne di essere governati ed esaminati da coloro che “predicano bene e razzolano male”.
