Morimout
Pari giusto, ma...
Diciamolo subito, il pareggio è il risultato più giusto. Una frazione per parte e... via! Ottimo primo tempo dell'Atalanta, condito da tre nitide palle-gol (fra cui un palo di Amoruso bilanciato dalla traversa colta in apertura da Silvestre con l'aiuto di Ferreira Pinto); ripresa più volitiva del Catania, capace di creare un paio di occasioni importanti in aggiunta a... una clamorosa palla del match. Ma, attenzione, non una palla-gol normale. La solita, enorme, spaziale occasione da rete, purtroppo capitata sul piede sbagliato, il piede meno "freddo" (ahimè), come dimostrato dallo svolgimento dell'intero torneo in chiave rossazzurra. Un'altra "mission impossible" resa "possible". Dispiace, dispiace tantissimo sottolinearlo, ma Taka Morimoto ha sulla coscienza l'ennesima vittoria interna mancata. E, adesso, cominciano a farsi tanti, troppi i punti mancanti alla classifica etnea per errori similari. A un rapido calcolo, almeno una decina... Come detto, l'Atalanta, protagonista di un match tosto e qualitativo, magari non avrebbe meritato la sconfitta, ma nel calcio ci sta di portare a casa gare "un po' così". E, se ne hai l'occasione, devi, devi per forza sfruttarla con cinismo, soprattutto se l'occasione è extrasemplice da realizzare come nel caso in questione. La palla gettata in tribuna dal giovane nipponico al 56' da due passi grida vendetta. Si sarebbe, probabilmente, trattato del gol più importante del campionato, il gol in grado di aprire un futuro senz'altro più roseo alla compagine allenata da Mihajlovic, che avrebbe in pratica condannato alla B l'Atalanta e si sarebbe attestata 3 punti sopra il terz'ultimo posto. Un'occasione fallita che, comunque, non deve far disperare nessuno, perché anche oggi i rossazzurri hanno dimostrato di essere vitali contro un avversario duro a morire, un avversario che ha lottato in maniera irriducibile fino all'ultimo minuto, deciso a non regalare nulla. Andando a vedere l'andamento delle partite in cui erano impegnate le dirette concorrenti, si può solo evincere che ci sarà da soffrire fino all'ultimo, perché nessuno vuole mollare. Basti considerare la vittoria del fanalino di coda Siena a verona con il Chievo (nuovamente inguaiato dopo questo "suicidio"), lo stesso pareggio dell'Atalanta o i punti pesantissimi conquistati dalla nuova Lazio di Reja a Parma. Insomma, tutti lì, con i rossazzurri che, al momento, sarebbero salvi, ma il punticino di vantaggio sul terz'ultimo posto e i tre sul penmultimo appaiono ancora un gap troppo esile per poter fare quqalsiasi ipotesi sul futuro. Solo lotta. E basta. E nella lotta, importantissimo sarà il sostegno del pubblico, oggi numeroso e commovente nell'incitamento fino all'ultimo respiro.
Numeri dalla parte di Miha
Per sbrogliare l'intricata matassa, dunque, si potrà partire da... Miha. Riponendo per un attimo la legittima amarezza per il mancato successo, e volendo considerare in maniera fredda e oggettiva i meri numeri, ci si può consolare. E molto. 15 punti in 9 gare, di cui 9 nelle prime 5 del girone di ritorno. Quinto risultato utile consecutivo, 257 minuti di imbattibilità, due sole reti subite nelle ultime 5 partite. Basta? L'effetto-Miha, insomma, continua a farsi sentire, al di là dei due ultimi pareggi casalinghi, peraltro bilanciati dalla pesante vittoria a Roma con la Lazio. Per raggiungere la salvezza, bisogna muovere sempre la classifica e il Catania lo sta facendo. Oggi il tecnico serbo, limitato da due defezioni importantissime (Carboni e Llama) e dalle non perfette condizioni fisiche di Martinez, ha messo dentro l'undici "più obbligato" della storia del calcio. Che altro poteva fare, gli undici erano quelli... Peccato che la pesantezza del campo, allentato da piogge abbastanza corpose nelle ore precedenti il match, abbia decretato quasi "a priori" la poca adeguatezza di alcuni elementi a tali condizioni "logistiche". Non era campo per Morimoto, per esempio. Ma nemmeno per Ricchiuti, per farne un altro. Con una differenza, però: il giapponesino, peraltro impiegato in un ruolo che, a mio parere, non può proprio svolgere (esterno destro d'attacco), è risultato, quasi per inerzia, il peggiore in campo; l'argentino, di contro, adattandosi con forza d'animo eccezionale alle avversità, è risultato fra i più positivi... La partita, insomma, si è svolta nel primo tempo secondo le previsioni: Atalanta scatenata sulle fasce con Valdes (migliore in campo) e Ferreira Pinto, Catania in difficoltà, eppur mai prono o domo, sempre presente psicologicamente e caratterialmente. Nella ripresa qualcuno attendeva una mossa logica: fuori Morimoto, dentro un centrocampista, dato che i rossazzurri erano apparsi in chiara inferiorità in mediana. Miha, invece, ha preferito continuare nello stesso modo e, se Mori avesse segnato, avrebbe indovinato pure questa. Purtroppo non lo ha fatto... L'ingresso di Martinez, comunque, ha subito rivitalizzato l'attacco etneo, aiutato dalla giusta espulsione di Bellini, ma la superiorità numerica non ha portato i benefici sperati, malgrado un paio di buone palle su calcio piazzato. Bravi gli orobici a francobollare Maxi Lopez e Mascara e a soffocare la fonte di gioco principale del Catania, Ricchiuti, comunque protagonista di una buona gara. Onore agli orobici che hanno lottato come ossessi, come ha fatto anche il Catania. Due squadre vive che, sono sicuro, non molleranno fino all'ultima giornata. Peccato per l'ammonizione subita da Biagianti, che mancherà a Roma. A proposito, l'arbitro. Trefoloni non ha convinto. E c'era un rigore netto in apertura di gara su Maxi Lopez. Non un gran momento per i direttori di gara.
Di nuovo a Roma
Ma ai giallorossi mancherà capitan Totti... Certo, sulla carta il prossimo match dell'Olimpico appare proibitivo, ma nel calcio tutto è possibile, e il Catania, lo ripeto, è vitale, duro, rognoso. Renderà la vita difficile alla compagine allenata da Ranieri, questo è pacifico. Probabilmente, Miha recupererà Carboni, ci sarà Llama, giocatore irrinunciabile per caratteristiche nell'attuale scacchiere tattico (oggi la sua mancanza si è sentita, moltissimo), Martinez sarà in condizioni migliori. In buona sostanza, bisogna crederci e pensare che nessuna impresa sia preclusa agli etnei. Lottare, lottare, lottare, questo bisogna fare. Anche perché, il turno successivo prevede un match casalingo contro il Bari. Altra occasione unica da sfruttare a pieno. Pertanto, fiducia, fiducia e ancora fiducia. Con un pizzico di rammarico, però: senza certi gravissimi errori in questo momento non saremmo qui a far calcoli o a sperare in imprese epiche... Ma, bando alle ciance: sostenere è d'obbligo, ce la possiamo fare. Let's go, Liotru, let's go!!!
