Sudpress, Condorelli e gli indignati ad orologeria
Il "fascista" Condorelli epurato. I Servizi Segreti (?) di SUD hanno scovato nel suo armadio e riesumato gli scheletri della sua orripilante militanza politica, silurandolo per manifesta indegnità. Chi, come il sottoscritto, conosce la storia personale di Antonio pur non avendo scambiato con lui mai neppure una parola, faticava a trovarne tracce evidenti o subliminali nel Condorelli giornalista. Inchieste e verità talmente banali da sembrare rivoluzionarie in una città che conosce solo gli aspetti meno nobili del giornalismo; la banalità del bene, parafrasando la Arendt... Condorelli ha creduto che i suoi editori fossero nelle mani delle sue inchieste, prigionieri per sempre del rilievo mediatico degli "sputtanamenti" dei potenti a 360 gradi, dei verbali di intercettazione: un errore imperdonabile.
Antonio era vittima della dura legge del dossier e della nemesi del giornalismo Italiano e catanese in particolare, straniero nella patria idealizzata della libertà di stampa. Scrivere ha un prezzo, raccontare i fatti un altro, interpretarli non ha prezzo e per tutto il resto non hai una carta di credito per pagare i tuoi debiti. Io ti pago e tu scrivi
La storiella del "fascista" Condorelli, poi, è una boutade che offende le scarse intelligenze di chi l'ha confezionata. Per lo stesso principio tre quarti della classe dirigente del dopoguerra non avrebbe dovuto avere diritto di cittadinanza, l'arco costituzionale sarebbe passato alla storia più e meglio di quello di Costantino e gli innumerevoli firmatari di appelli a favore di brigatisti ed estremisti vari non farebbero oggi gli anchorman, i direttori di telegionali o i direttori di testata. Il "fascismo" di Condorelli sarebbe derubricabile alla voce "nulla" di fronte alla lobby di Lotta Continua che ha occupato il mondo dell'informazione e della cultura, a destra come a sinistra, da Riotta a Liguori
Assistendo alle inchieste di Report o leggendo i servizi di SUD ci si chiedeva sempre: quanto durerà? Chi è l'editore? Quo usque tandem abutere patientia "loro"...? Purtroppo le domande erano tutte lecite. Ci voleva tutta la follia di un giovane idealista per dichiarare guerra ai mulini a vento, un idealista che crede nella forza taumaturgica e salvifica del giornalismo, dimenticando che in prima serata vai in onda solo se il sangue scorre a fiumi, se i pollici sono sempre irrimediabilmente versi e la faziosità alle stelle, non certo se tieni la barra dritta sul desueto sentiero dei "fatti" o della "verità". C'è un limite a tutto.
Bastava dire al povero Condorelli che aveva capito male: noi siamo sempre gli editori e tu fai quello che noi vogliamo, perchè noi paghiamo e tu sei pagato. Invece no. La megalomania dei Torquemada "alla Norma" ha trasformato una squallida e normale, da noi, faida editore/direttore, in un processo alle streghe di Wicca. Persino lo stile ricorda vagamente e ridicolmente quello dell'Inquisizione, con lo stupore per gli ignominiosi atti demoniaci compiuti dal blasfemo di turno.
Coraggio, Antonio, consolati con il dispiacere sincero e trasversale di quelli che vorrebbero dire e non dicono, di quelli che vorrebbero pagarti ma non possono, di quelli che vorrebbero comprarti salvo scoprire che, orrore, nel 2006 "blateravi" di lotta al Sistema. Quelli di SUD non si sono accontentati di defenestrarti, hanno voluto incollarti addosso il marchio dell'infamia con uno stile che ricorda, paradosso dei paradossi, la stella gialla odiosamente utilizzata dai nazisti per gli ebrei; non bastava loro che andassi via da SUD, hanno preteso di vilipendere il tuo"cadavere" perchè diventasse irriconoscibile, imitando lo stile degli editori che SUD ha spesso attaccato lancia in resta.
Poco male, Direttore: ti avrebbe fatto più male l'oblio, il silenzio, l'indifferenza; loro sono riusciti nell'impresa di costruire il martire che non vuoi essere, chi ti ha letto e visto spera che tu possa essere, da qualche parte, quel giornalista che, inguaribili sognatori, ci hai fatto credere per qualche mese che esistesse...
