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Spatuzza parla. Il governo risponde con due arresti

Capita l’indomani delle dichiarazioni di Spatuzza, che vengano arrestati due boss mafiosi, Nicchi e Fidanzati, inseriti nell’elenco dei 30 superlatitanti più pericolosi d’Italia.
Nicchi, dopo Raccuglia, era il numero due, un killer molto pericoloso che godeva di aperture ed era potente. Arrestato a pochi metri dal tribunale di Palermo, nel pieno centro della città. A Milano viene catturato Fidanzati.

La notizia arriva in un momento di grande destabilizzazione e confusione tra dichiarazioni e smentite. “Un risultato che deve fare gioire tutti gli italiani onesti e credo che faccia giustizia di tutte le farneticazioni di questi giorni sul governo e sulla mafia” afferma il ministro dell’Interno, Roberto Maroni . “Adesso – aggiunge - rimane solo il numero uno, Matteo Messina Denaro”.

“E’ la risposta alle calunnie rivolte al governo” dichiara oggi Berlusconi all’inaugurazione della linea ad alta velocità Torino-Milano.

A Palermo, i ragazzi di Addiopizzo alla notizia dell’arresto hanno intonato l’Inno di Mameli e i poliziotti si sono affacciati dalle finestre facendo il segno di vittoria alla folla che era sotto.

“La cattura di Nicchi, l’ultimo grande latitante palermitano ancora libero, è un grandissimo successo che testimonia l’incessante impegno delle forze dell’ordine. Ora puntiamo al boss trapanese Denaro. Se continuiamo, nella lista dei trenta latitanti più pericolosi non resterà più nessuno”. Lo ha detto Piero Grasso, il procuratore nazionale antimafia.

“Non sono arresti a orologeria – afferma Maroni al sentire le reazioni scaturite dopo l’arresto avvenuto l’indomani delle dichiarazioni di Spatuzza – Le catture non sono mai ad orologeria. Basta capire come funzionano, conoscere il rischio che corrono gli investigatori per catturare i boss per rendersi conto di questo. Se qualcuno parla di arresti a orologeria, la consideri un’offesa alla professionalità e al coraggio di tanti ragazzi della squadra catturandi di Palermo e della mobile di Milano che rischiano la vita. Sarebbe un’idiozia affermare una cosa del genere”.

E’ orgoglioso Berlusconi che si complimenta con gli uomini della polizia che stanno realizzando “un’attività di contrasto contro le organizzazioni criminali che non ha avuto uguali negli anni di tutti i governi che ci hanno preceduto”.

Intanto, dalla piazza del “No B day”, il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, si scaglia contro il governo: “E’ un’operazione compiuta dalla magistratura, nonostante Berlusconi e non grazie a Berlusconi”. Dal fronte del Pdl, ironico l’intervento del ministro della difesa, Ignazio La Russa “Volevano partecipare anche Nicchi e Fidanzati. Peccato per loro: la polizia ha fatto prima ad arrestarli…”. Il Pdl, di fronte a questi importanti arresti, si ricompatta. Da Fini a Renato Schifani, da Capezzone a Bocchino, da Matteoli a Gasparri, piovono i complimenti per la brillante operazione messa in atto dal governo. Dal fronte della Lega, Umberto Bossi dichiara: “Questo governo ha legnato la mafia e la mafia non sta con le mani in tasca, si ribella”. Giungono i complimenti anche dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianfranco Miccichè che dichiara: “La notizia della cattura dei due superlatitanti ha del sensazionale e dimostra ancora una volta la durezza e la determinazione con cui il governo sta conducendo la guerra alla mafia”.

Resta il fatto che gli arresti, entrambi, sono avvenuti l’indomani del processo a Torino, in due differenti città. Sintonia straordinaria? Casualità?
Comunque sia, un successo per la Sicilia e per l’Italia intera.

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