Una risposta e tante domande alle paure del senatore Pistorio

Dopo la lettura dell'intervista al Sen. Giovanni Pisotrio, pubblicata domenica scorsa (17/10/10 pag. 6) sul quotidiano La SICILIA, a firma di Andrea Lodato, una rilfessione s'impone.

Per la verità più d'una. RIflettiamo tutti.

Anzi chiediamoci, per un solo attimo, cosa rappresenta il Sen. Pistorio e che cosa, nelle sue parole, ci vuole rappresentare.

Senza perderci in stupidi e dilatori giri di parole, nelle dichiarazioni ivi riportate c'è tutto il pensiero dell'azione e dell'ideologia politica dell'MPA di Raffale Lombardo e dei suoi più stretti fiduciari.

Per Pistorio, che ne è il massimo rappresentante - neo ministro degli esteri della colomba autonomista - la politica è un'attività transitiva.

Per transitivo, per chiunque avesse lacune sul piano grammaticale, s'intende quel verbo che, per comporre una frase di senso compiuto, richiede, oltre al soggetto, un complemento oggetto diretto (p.e. l'idraulico riparò il lavandino).

Ecco, per Pistorio e soci, la politica è un'attività transitiva, ovvero essa richiede, per essere completa, un oggetto.

Sistematicamente - come se fosse un preciso schema psico mentale da ripetere meccanicamente - questo oggetto viene personificato e definito nemico o avversario, fate voi.

Sempre, ovunque e comunque bisogna trovare un nemico e, dopo averlo individuato, bisogna poi avversarlo fino a renderlo inoffensivo.

Mamma mia che politica (!)

Non ci credete? Continuate a leggere.

Il pensiero dell'uomo è riscontrato nelle sue azioni, è una regola di vita e di esperienza. E' così e sempre sarà.

Vediamole insieme ed in successione le azioni di questi uomini.

Negli anni '70, quando il piccolo e promettente studente di medicina di nome Raffaele incominciò i primi passi in politica, vi incominciò frequentando la segreteria dell'On. Ing. Nino Drago.

Ebbene, giovanissimo divenne Consigliere Comunale, ultimo degli eletti della lista, al che, dopo un breve travaglio, decise di abbandonare il gruppo Drago e di organizzare i giovani dc contro la vecchia nomenclatura democristiana.

I leader da impallinare erano i più noti della Silicia orientale, i loro nomi: Nino Drago e Rino Nicolosi.

La guerra fu senza risparmi di colpi.

Come non ricordare le filippiche al Consiglio Comunale di Catania dove l'apprendista Pistorio (oggi Senatore) denunciava le presunte illegalità circa quanto stesse accadendo in ordine alla costruzione del centro fieristico "Le Ciminiere"?

Chi non ricorda le inchieste giudiziarie che al tempo poi seguirono?

Chi non ricorda le assoluzioni che invece seguiorno e le inevitabili vite stroncate - sia fisiche che politche - di molti dirigenti di allora?

Passano gli anni '90, passa anche la prima repubblica.

Lombardo e soci riappaiono in occasione delle europee del '99.

Lombardo è eletto eurodeputato. Si riparte da capo.

Drago e Nicolosi non ci sono più, hanno smesso di fare politica e sono anche defunti.

Chi sono adesso i nuovi nemici?

Eccolo, la famiglia Firrarello.

La contrapposizione non è ideale, sono entrambi democristiani.

Non è nemmeno programmatica, nei loro confronti/scontri non vi è traccia di questo tenore di dispute.

La loro lite verte esclusivamente sulla gestione e detenzione del potere. Assessorati e nomine occupano il campo delle loro acerrime diatribe.

Andiamo avanti.

Passa il tempo, Lombardo vine eletto Presidente della Provincia e poi Presidente della Regione Siciliana.

E' al potere, la sua maggioranza è la più vasta, mai vista nella storia dell'autonomia siciliana.

Al culmine del suo splendore, all'apice della sua forza, Raffaele Lombardo, incredulo, non trova più nemici da fronteggiare.

E' il più forte di tutti in Sicilia.

Una situazione a cui non era avvezzo, a cui forse non aveva nemmeno pensato di potersi trovare.

Una meraviglia tale da rendere persino noioso il mandato di governatore dei siciliani.

Che fare adesso?

Occorre un nemico - ha vinto però tutti - non è facile trovarlo.

Ma il genio che alberga nella testa del nostro eroe è irrefrenabile.

Chi incomincerà adesso ad avversare?

Chi è il più forte di tutti?

Chi è l'uomo politico siciliano a cui Raffale Lomabrdo deve ogni sorta di fortuna politica?

Chi è da sempre il suo più fedele alleato?

E' uno solo, si chiama Totò Cuffaro.

Nessuno avrebbe potuto immaginare questa incredibile mossa.

Adesso tocca Totò, l'UDC è espulso dalla Giunta Regionale.

Fatto fuori Cuffaro e l'UDC, chi sono gli altri nemici?

Il PDL, è ovvio.

Quindi è il turno di Berlusconi reo di averlo incoronato Governatore dei Siciliani.

Spacca il Popolo della Libertà in due. PDL lealista e PDL Sicilia.

E' lui il vero inventore di questa frattura o, quanto meno, il suo contributo - di azione e di pensiero - è di prim'ordine.

Così gli onorevoli Cristaudo, Scammacca e Nicotra si dichiarono nel PDL Sicilia.

Tutti e tre sono eletti nella provincia di Catania, tutti e tre si dichiarano quindi sulle posizioni di Miccichè, tutti e tre - però - non seguono Miccichè quando questi esce dalla maggioranza in occasione del Lombardo quater.

I tre moschettieri però non fanno nemmeno ritorno nel PDL.

A questo punto la domanda è spontanea, i citati tre deputati, che non sono nel PDL e non sono con Miccichè, con chi sono allora?

Con chi sono questi tre deputati che fanno finta di essere con Berlusconi?

Pistorio risponda, grazie.

Ma non è finita.

Il rantolante Cuffaro, nonostante le condanne e la mancanza di potere, continua ad organizzare l'opposizione siciliana.

"E come si permette ad organizzare l'oppozione in Sicilia un mio oppositore?", sarà stato il pensiero dell'Arraffale (così ormai lo chiamano gli avversari palermitani).

Giù botte, di nuovo, Lombardo contatta Casini e grazie al Sen. D'Alia (che siede in parlamento soprattutto grazie ai voti di Totò vasa vasa) smembra e spappola l'UDC siciliano.

Nascono quindi I Popolari di Italia Domani (PID) di Mannino e Romano.

Benissimo, adesso, tutti i nemici di prima erano già stati battuti (Firrarello family), i vecchi e nuovi amici sono stati trasformati in nemici ed anch'essi sono stati sterminati (l'UDC di Cuffaro ed il PDL di Miccichè, Alfano e La Russa).

E adesso che si fa?

E' ipotizzabile una politica intransitiva, senza un oggetto/nemico da avversare?

Vedremo, nel frattempo, in barba a qualsiasi concetto di coerenza e lealtà politica, l'MPA sta a Roma con Berlusconi e a Palermo con D'Alema.

Mah!

Alla faccia di chi teme e lamenta complotti!

Intanto, in Sicilia l'MPA fa una visita a casa dell'ex nemico (la festa del PD in Sicilia) cercando di farselo amico.

Sono gli effetti del ribaltone, MPA e PD adesso vanno a braccetto.

Quanto durerà questo idillio?

E poi, anzichè parlare di dossieraggio, ci vuole spiegare il Sen. Pistorio - sempre se il ragionamento sopra esposto sia errato e farneticante - qual è il vero motivo dell'accordo fra MPA e PD?

Pistorio risponda, grazie.

Ancora, il Procuratore D'Agata è o non è in ottimi rapporti con Lombardo? E, se lo è, perchè?

Pistorio risponda, grazie.

La cartella clinica elaborata all'Ospedale Canizzaro di Catania chi l'ha commissionata?

Pistorio risponda, grazie.

A cosa serviva questa cartella clinica?

Pistorio risponda, grazie.

E' così assurdo pensare che questa servisse nell'ipotesi di arresto del Governatore per eviatre le angustie celle di Piazza Lanza?

Pistorio risponda, grazie.

Cosa significa questo video: http://www.youtube.com/watch?v=d6csoC_-9mI ?

Pistorio risponda, grazie.

Nelle more che giungano queste risposte, il Senatore autonomista e cattocomunista (non vanno infatti trascurati gli anni della sua giovanile militanza in ambienti e circoli della sinistra extraparlematre catanese), teme ed afferma che <> siano in azione per stroncare l'attività politica del suo capo (l'On Raffaele Lombardo, dalle parti di Bronte, detto lo 'Sgovernatore').

Insomma, Pistorio teme che qualcuno stia complottando contro l'MPA.

Lupo di mala coscienza come opera pensa, dicevano gli antichi.

Vedremo.

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