SiciliaToday
Zeru tituli?
Apr 15, 2010 - 8:15:52 PM

Sono potenti, potentissimi e molto, molto odiati.

Uno, Raffaele da Grammichele, siede e governa sulla poltrona di Palazzo d’Orleans, l’altro, Jose da Setubal, siede e dirige sulla panchina dell’Inter. Chi abbia il compito più difficile è materia che è meglio affidare ai libri di storia, pardon, di Storia, in cui entrambi sono più che sicuri di finire grazie alle loro epiche gesta.

Uno, con il suo Catania, ha recentemente preso a schiaffoni l’altro, eppure questa scoppola calcistica, che ha ufficialmente aperto la crisi della squadra nerazzurra in campionato, li ha solamente avvicinati ancora di più.

Eleganti, brizzolati, carismatici, dagli occhi di ghiaccio, con i quali vedono avversari, anzi, scovano nemici dappertutto e in ogni dove, ai limiti della paranoia patologica. Si circondano e si fidano solo dei loro uomini, distribuiti tra parenti, amici, e soci a vario titolo.

Solo il carattere, caliente il portoghese, più freddo il catanese, segnava un po’ la distanza tra i due, almeno fino all’altro ieri.

Infatti, dopo il discorso in un Sala d’Ercole gremita come mai, in un'atmosfera che nella sua ineffabilità potremmo definire tipicamente siciliana, il presidente della Regione nel suo intervento urbi et orbi ha lasciato nel cassetto il suo proverbiale, gelido aplomb, ha smesso gli abituali panni del “muro di gomma”, contro cui hanno più o meno morbidamente sbattuto il grugno gli oppositori, fino ad abbassare o rompersi ineludibilmente le corna, per indossare la maschera del pathos e presentarsi con i nervi scoperti, rappresentandosi in mondovisione in modo nuovo, anche accentuando gli abituali tic, come quello di “tormentare” fino alla consunzione dei “sovversivi” fogli A4, pieni zeppi, nelle premesse e nelle promesse di Lombardo, di nomi e cognomi di politici, loro sì davvero in combutta con la mafia, da mettere alla gogna via satellite.

Eterozigoti, d’accordo, ma ormai gemelli, decisi, furbi, accentratori e accerchiati, entrambi, in modo diverso, alle prese con imbarazzanti intercettazioni telefoniche, da qui alle prossime due, tre settimane si giocano gran parte del loro futuro.

E gemelle, difatti, sono le strategie difensive, o meglio, le controffensive dei due illustri condottieri, di lunga data quella dello Special One dell’Internazionale e ultimamente in una fase più introspettiva, più recente e forse per questo più “calda” quella del numero uno della Trinacria, più “gridata”, che fa più scruscio, tutte e due plasmate sulla denuncia di complotti, di aggressioni mediatiche, di torbidi intrecci per sgambettarli, orditi da menti raffinate e trasversali.

Strategie improntate, dunque, all’esaltazione dei sintomi della ormai classica sindrome dell’accerchiamento, tese a tirare fuori il massimo dalle schiere dei propri uomini, gli unici in questa personalissima ricostruzione del reale a non venire bollati come infami nemici.

Momenti caldi, caldissimi, bollenti ci aspettano nell’immediatissimo futuro e in questa arena che di ora in ora si fa sempre più incandescente i nostri due gladiatori sono pronti a battersi strenuamente, consapevoli che la posta in gioco è altissima e che, dovesse andar male per colpa di un illustrissimo signor Messi o di un Firrarello qualunque, entrambi rischiano di finire le rispettive stagioni 2010 a zeru tituli.