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I classici di Internet, il successo di Google e Youtube e il miracoloso risultato

“Ciao ragazzi, ho un’idea che potrebbe sfondare”; “Chissà in quale minuscolo buco di questa infinita rete riuscirò a diventare qualcuno oppure a realizzare i miei sogni, fare capire le mie capacità e trovare spazio nel mondo”; “Ho creato un blog, è molto interessante, vieni a visitarlo”; “Le foto sono nel mio account. Sono bellissime”

Sono tutte frasi che almeno una volta nella vita scommettiamo abbiate sentito o detto. Ciò che il web è riuscito a fare, prima di ogni altra realizzazione innovativa e ambiziosa, è consistito e consiste ancora nella capacità di alimentare i sogni del mondo. Non per niente, Obama, puntando proprio sul web, è diventato presidente degli Stati Uniti d’America facendo di ‘yes we can’ un emozionante motto.

Ma quali sono i sogni che su Internet si potrebbero realizzare? Lasciando da parte sentimenti o relazioni amichevoli e amorose, altro apporto della rete all'individuo, parliamo adesso di futuro, talento, carriera, successo, lavoro, del sogno dei giovani del mondo di realizzarsi utilizzando questo mass media.

LE ASSILLANTI DOMANDE DEL WEB
Come fare fruttare la nostra bravura dandole visibilità e contribuire alla crescita della società (capitale o non capitale) utilizzando cotanto illimitato mondo? Anche se (facile a dirsi, difficile a farsi) nessuno scopo di lucro è motore dei nostri progetti, motivati da semplice spirito benevolo, artistico o umanamente esibizionistico e ambizioso, quale l’arma vincente per fare la differenza e sfondare?

"Quell’olandese…o quell’americano dal nome altisonante… sai che ha fatto su Internet?”

Leggiamo spesso notizie che fanno lo storia del web e che hanno come protagonisti nomi internazionali tecnologicamente innovativi dal suono altisonante, che sono arrivati lì dove tutti vorremmo arrivare. Senza mezze misure: si sono fatti i soldi su Internet

Tutto, grazie alla potenza della loro idea messa in pratica, alle volte entusiasmante e geniale, altre altre volte trash ma vincente o addirittura deludente e scontata. ”Potevamo arrivarci prima”

LE METEORE E GLI IMMORTALI
Nomi, che fatta la fortuna, magari scompaiono nel nulla come meteore sanremesi e televisive. Oppure nomi che di volatilizarsi nell'etere non ne vogliono proprio sapere e che, in rarissimi casi, nascondono un’idea che dà vita a un progetto illimitato, dietro cui lavorano menti che fanno l’amore continuamente per concepire il successo e crescere, in comunione col mondo, un figlio che di nome per esempio fa Google o Youtube e di cognome Internet: sono gemelli di padre.

I due più grandi colossi che di Internet portano il cognome, sono indistruttibilmente in prima linea e sono destinati a esserlo ancora. Immortali come i più grandi classici e alla portata di tutti come un quaderno a quadri. Su di loro leggende metropolitane, secondo cui dal nulla tre o quattro o magari cinque normali esseri umani si sono fatti i soldoni acquisendo nelle loro mani il monopolio di internet, imparagonabili anche alle più forti concorrenze che da essi dipendono, traendone contenuti o necessitando delle strade di collegamento.(A un più contemporaneo e modaiolo Facebook fanno da guida e passano gli alimenti)

Ancora Google resiste e non dà segni di resa, anzi, e Youtube, è fra le piattaforme più visitate al mondo, se non la più visitata.

I MAESTRI E I PRINCIPI
Da chi allora prendere esempio se non da loro? Senza dover arrivare, cosa assai difficile, ai livelli dei classici di Internet a zero centesimi, senza dubbio bisognerebbe 'incassare' i loro princìpi per trarne l'arma vincente e dare speranze ai nostri progetti nonostante il più delle volte partino da zero (euro).

IL WEB. LA SUA VERITA’ E IL SUO PROGRESSO
Il web, Colui che ha abbattuto le barriere seguito a ruota da Google e Youtube, in realtà ha sempre svelato a tutti i segreti del suo successo, che consiste appunto nello stesso abbattimento delle barriere, in tutti i sensi.

Se uno dei grandi risultati della rete è stato da un lato quello di mettere in contatto il mondo intero, significa che il web di limiti non ne vuole proprio sapere.

Così invita le menti partorienti di idee a non limitarsi nelle loro progettazioni. Questo non significa solo dare adito a creatività e fantasia ma significa non porre vincoli al proprio obiettivo e soprattutto a chi contribuisce a fare la fortuna: gli utenti. Una sola parola che racchiude produttori e consumatori, gestori e fruitori, amici e nemici, collaboratori e concorrenti.

Niente paura della concorrenza, niente preclusioni al potenziale ladro che potrebbe invece dare un buon contributo alla vostra idea, sentendosi per lo più protagonista, usufruendo di un servizio e prestando indirettamente e contemporaneamente la sua collaborazione.

Quì, la genialità di Google e Youtube, che, piuttosto che impossessarsi del loro progetto, hanno messo sul piatto d'argento la possibilità a chiunque di far di loro ciò che si vuole, utilizzando, creando, ricercando, copiando e incollando, caricando e dando un apporto, non importante ma addirittura necessario, alla crescita della loro azienda e per di più, facendo in modo che i destinatari ne traessero solo beneficio. Un do ut des che non toglie niente a nessuno. Un do ut des che non ha mai fatto sentire i destinatari e creatori dei contenuti Google e Youtube, semplici clienti o concorrenti poichè facenti parte di un'entità che sembra pubblica. La fiducia è completamente conquistata ed è contraccambiata. Non per niente Google segue sempre e comunque una linea, quella di non essere crudele: generosità, fiducia, libero arbitrio, elasticità.

Le due aziende massime che scrivono Internet delegano agli stessi utenti parte del loro lavoro, facendone ricavare un beneficio immateriale e in qualche caso anche materiale. Quegli stessi utenti del mondo, che spesso hanno un'idea ma se la tengono stretta per non inquinarla, per non farsela rubare.

LIBERTA' CHE NON VIOLA
I colossi dell'informazione offrono la possibilità a tutti di esprimersi, e non solo. Mettono a disposizione di tutti il loro contenuto che altro non è se non ciò che tutti hanno creato.

Proprio per questo lungi da essi la parola spaceball e copyright, quasi esclusa dal loro iter l'autorizzazione mediatica. Rarissimi i casi in cui le aziende si fanno attori di tutte quelle pretese burocratiche e tutti quei diritti d'autore che fondano le loro radici in una normalissima esigenza di appropriarsi il riconoscimento di ciò che si crea e di contestare e rimanere indignati di fronte a un eventuale furto.

Eppure i loro diritti non sono mai stati violati. Gli utenti stessi, esplicitamente o implicitamente, riconoscono a Google e Youtube infiniti copyright. La conclusione è paradossale. Youtube e Google, senza mai pretendere o limitare, affidandosi totalmente al libero arbitrio dell'utente, non perdono la loro fama, i loro diritti d'autore e il loro marchio.

Ogni parola che cerchiamo passa da Google, prima di appartenere al portale che la pubblica. Qualsiasi video esportiamo da Youtube, porta il marchio della piattaforma senza nemmeno firmarsi. Gli utenti stessi, per non violare i diritti dei colossi, alle volte riportano la fonte che non avrebbe nemmeno bisogno di essere citata data l'evidente origine.

L'ORDINAMENTO CHE FA DA SE'
Sorprendente, diremmo anzi miracoloso. I classici di Internet giungono a far diventare realtà un'utopia. Tramite la completa libertà offerta all'utente 'impongono' l'autoregolamentazione della società, un risultato che nemmeno i più accaniti idealisti si sarebbero aspettati. Questo significa che i classici della tecnologia potrebbero segnare le sorti dei governi e degli ordinamenti del mondo, che ancora, forse per questo, difficilmente riescono a regolamentare la materia 'Rete'

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