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Acicastello escluso dal decreto comuni a vocazione turistica. Il sindaco: "Rimango si stucco"

“Definisco vergognoso nei confronti della comunità Castellese il decreto emanato questa mattina dal governo regionale sui comuni a vocazione turistica. Spudorato appare infatti l’aver dimenticato che tra i comuni siciliani vi sia anche Aci Castello con le sue frazioni"

A dichiararlo è il sindaco di Acicastello, Filippo Drago, a seguito del decreto firmato dall'assessore regionale al Turismo, Daniele Tranchida che individua come localita' a vocazione turistica 57 comuni siciliani.

"Ridicolo è non aver considerato le bellezze naturalistiche e
paesaggistiche rappresentate da questa comunità, come il castello normanno con le sue oltre centomila presenze di visitatori stranieri all’anno , come i faraglioni di Acitrezza, profano quanto meno non aver valutato la presenza di due importantissime aree, l’area marina protetta Isola dei Ciclopi e la Riserva Naturale Immacolatelle e Micio Conti. Superficiale non aver considerato le oltre 400 mila presenze all’anno presso le nostre prestigiose strutture alberghiere insieme alle innumerevoli attività convegnistiche e alle decine di attività balneari presenti nel nostro territorio”.

“Si rimane di stucco – prosegue il Sindaco Drago - sapendo che il
Presidente della Regione che sigla carte di qualsiasi natura dei suoi assessori, non si sia accorto, essendo lui catanese, di questa grande omissione e ben sapendo della sussistenza in questo comune di tutti i requisiti ed i parametri oggettivi fissati nel decreto Tranchida. Cosa ha di meno Acicastello rispetto a Brolo, Castelmola, San Marco D’Alunzio? Questi comuni sono stati riconosciuti turistici perché appartengono a borghi indicati da una cosiddetta consulta del turismo dell’Anci”.

“E’ una offesa – conclude il Sindaco Drago - che Aci Castello debba concorrere per ottenere un titolo che dovrebbe possedere di diritto”.

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