Amministrative Sicilia, è pasticcio di norme...

Un vero e proprio pasticcio nell'interpretazione delle norme regionali sta falsando i risultati elettorali delle amministrative in Sicilia. Tutte le percentuali attribuite ai candidati sindaci vanno corrette al ribasso: è quello che fa sapere l'assessorato alle Autonomie locali che ha inviato una nota ai Comuni interessati dal voto. Gli uffici elettorali hanno assegnato le percentuali sulla base del totale dei voti attribuiti ai candidati sindaci. Invece la base di calcolo dovrebbe essere il totale dei voti validi, ovvero quelli presi dai candidati sindaci ma anche da liste e candidati al consiglio, con l'unica eccezione delle schede nulle.

Tutto questo per effetto del combinato di due leggi regionali - la 35 del 1997 e la 6 del 2012 - che lascia in piedi il vecchio sistema di calcolo, costruito quando il voto per il consigliere si estendeva automaticamente al candidato sindaco. Dunque, per esempio, a Palermo il candidato sindaco Leoluca Orlando avrebbe fra il 30 e il 35 per cento delle preferenze contro l'attuale 47% (circa, ndr). I problemi più gravi si sono verificati in quei centri in cui, proprio sulla scorta dei dati ufficiali comunicati dai Comuni, erano state annunciate alcune vittorie al primo turno. Di fatto, la legge siciliana è costruita in modo tale da rendere quasi impossibile la vittoria di un candidato sindaco al primo turno, a meno di un plebiscito.

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