Anm e Ingroia: "inopportuni intervento di Monti su intercettazioni"

Non si sono fatte attendere le repliche alle parole del premier Mario Monti in merito alle polemiche sulle intercettazioni.

L' Associazione nazionale magistrati ''apprende con preoccupazione'' le dichiarazioni riportate dalla stampa del presidente del Consiglio che ''avrebbe definito 'grave' il caso delle telefonate del capo dello Stato intercettate dalla procura di Palermo'' affermando anche che si sarebbero verificati ''abusi'' e giudica ''improprio ogni possibile riferimento a presunti abusi che sarebbero, comunque, oggetto di altre procedure di controllo, secondo gli strumenti previsti dalle normative vigenti''.
''La questione relativa alle procedure cui assoggettare le intercettazioni indirette dei colloqui del presidente della Repubblica - precisa l'Anm - è oggetto di un conflitto di attribuzione, in merito al quale è doveroso attendere la decisione della Corte Costituzionale''.
Inoltre, l'Associazione nazionale magistrati auspica ''che ogni eventuale riforma del regime delle intercettazioni, pur diretta a tutelare il diritto alla riservatezza dei soggetti estranei al procedimento, salvaguardi il pieno utilizzo di tale indispensabile strumento d'indagine, senza peraltro comprimere il legittimo diritto di cronaca''.

Le parole di Monti non sono piaciute neanche al procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia. ''Questi anni sono stati teatro di reciproche accuse e invasioni di campo - ha detto intervistato nel programma KlausCondicio, in onda su You Tube -. Io credo però che da parte nostra, della magistratura, non ci siano mai stati sconfinamenti; semmai ci sono stati da parte della politica. Detto questo, mi auguro che al più presto possibile si stabilisca un clima di maggiore collaborazione istituzionale''.
''Ho apprezzato le dichiarazioni del premier Monti quando, il 23 maggio scorso, in occasione della commemorazione di Capaci, ha sostenuto che l'unica ragion di Stato è quella dell'accertamento della verità - ha aggiunto Ingroia - Non condivido invece le ultime rilasciate dal nostro presidente del Consiglio sull'operato della Procura di Palermo, ma ovviamente ognuno ha il diritto di sostenere le proprie opinioni''.

Contro Monti scende in campo ancora Beppe Grillo che si dice contrario alla "guerra alle mosche" e chiede di colpire i ''veri evasori''. "Rigor Montis ha due preoccupazioni. La prima è l'evasione fiscale, la seconda sono le intercettazioni" scrive Grillo sul suo blog proponendo al premier di "iniziare la guerra dai bilanci dei partiti, da quelli delle cooperative di ogni colore, prenda in mano l'elenco degli scudati e gli faccia sputare ogni euro evaso con la stessa energia con la quale Equitalia si catapulta sui cittadini che non pagano, spesso per errore, qualche centinaio di euro, faccia per decreto leggi anti corruzione e per punire severamente il falso in bilancio, risolva gli intrecci incestuosi della Borsa".

Le parole di Monti sulle intercettazioni raccolgono il plauso del Pdl. "Dopo quello che ha detto il premier, la politica della giustizia, che viene ad avere un momento di confronto assai importante al Senato, deve certamente andare al di là sia delle ipotesi di sfiducia individuali sia anche della riproposizione della fiducia come avvenne alla Camera in modo da bloccare il confronto di merito" afferma Il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Che si rivolge poi al ministro della Giustizia Paola Severino. "Se il ministro vuole seguire le indicazioni di Monti ha tutte le possibilita' per comporre in modo equilibrato il trittico cioe'una legge effettiva e non mistificata sulle intercettazioni come ha affermato Monti stesso e poi da un lato apportare qualche modifica nel senso da noi richiesto sull'anticorruzione e dall'altro lato altre modifiche sulla responsabilità civile dei giudici''.

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Politica