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Articolo El Pais sui precari ex detenuti, Lombardo: "Scandalosa ricostruzione"

L'articolo apparso oggi su El Pais "Ayer mataba gente, hoi vigilo museos" non deve essere andato giù al Presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, già alla prese con i problemi relativi allo spaventoso calo di popolarità registrato negli ultimi tempi e certificato ieri dal Sole 24 ore.

Nell'articolo del quotidiano spagnolo (questo il link alla versione spagnola) si critica duramente la scelta della Regione di affidare la custodia di alcuni gioielli del Rinascimento italiano custoditi nella Galleria Regionale della Sicilia da una "mezza dozzina di ex detenuti di Cosa Nostra, la mafia locale".

"La Sicilia - continua l'articolo citando le parole di Lirio Abbate, attivista anti-mafia e giornalista de L'Espresso - è come se mettesse la volpe a guardia del pollaio, e in Sicilia i gangster hanno più privilegi rispetto a neolaureati ".

LOMBARDO: RICOSTRUZIONE SCANDALOSA
"E' scandaloso che un giornale importante come El Pais possa trattare con approssimazione e scarsa informazione un tema cosi' delicato come il reinserimento nel mondo del lavoro di alcuni soggetti particolarmente svantaggiati". Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, dopo aver letto l'articolo pubblicato dal quotidiano spagnolo El Pais, a firma di Miguel Mora, inviato in Sicilia, intitolato "Ayer mataba gente, hoi vigilo museos".

"Intanto - ricorda Lombardo - non tutti i precari che sono stati stabilizzati dalla Regione sono ex detenuti. Va anche detto a chiare lettere che il bacino di lavoratori a cui fa riferimento il quotidiano non e' mai stato selezionato dalla Regione Siciliana, ma si tratta di un antico bacino di precariato del Comune di Palermo la cui genesi e' frutto della volonta' politica dell'ex sindaco Leoluca Orlando. Di sicuro, verranno effettuate tutte le verifiche necessarie su quel segmento di lavoratori ".

"Il giornalista - continua Lombardo - parla del museo regionale
Abatellis come di un covo di mafiosi insinuando che i nostri tesori d'arte, come l'Annunziata, siano affidati a ex sicari di Cosa Nostra. E' una ricostruzione assurda che non trova nessun riscontro nella realta' e non fa altro che danneggiare gratuitamente l'immagine della Sicilia agli occhi del mondo".

MISSINEO: ARTICOLO SEMPLICISTICO CHE PENALIZZA TERRA DI LEGALITA'
"Il percorso di legalita' avviato dalla Regione - dice l'assessore regionale dei Beni culturali e dell'Identita' siciliana, Sebastiano Missineo - non puo' essere messo in discussione da un articolo semplicistico per quanto pubblicato da un quotidiano autorevole. La Sicilia e' una terra dove e' possibile rifarsi una vita, senza razzismo culturale, anche per chi ha sbagliato ma oggi rinnega le organizzazioni criminali. Tra l'altro la Sicilia e' un esempio di legalita' per tutta Italia visto che e' l'unica regione dove e' stato istituito un apposito
nucleo dei Carabinieri che si occupa di proteggere i beni culturali e di ritrovare le opere d'arte trafugate".

Per il direttore di Palazzo Abatellis, Giovanna Cassata, "i lavoratori che sono stati assegnati al museo svolgono con impegno il loro incarico e non c'e' stato alcun problema nell'affidamento delle mansioni".

"Desta stupore che questa aggressione arrivi proprio dalla Spagna - spiega Gioacchino Lavanco, docente di psicologia della comunita' all'Universita' di Palermo e presidente dell'associazione Trinacria Onlus che raggruppa i lavoratori precari - perche' proprio il Governo Zapatero ha introdotto importanti e condivisibili iniziative per il reinserimento degli ex detenuti. Bisogna smettere con le ipocrisie e dobbiamo stabilire se e' giusto o meno procedere al reinserimento di chi ha sbagliato e pagato il conto con la giustizia. L'aver avviato al lavoro stabile questi precari e' una forma concreta per fare antimafia con la A maiuscola perche' cosi' facendo si sottraggono i soggetti che hanno sbagliato al ricatto della criminalita' organizzata

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