I ritardi infrastrutturali della Sicilia
Nell'attesa che venga approvato il Piano per il Sud, il Cipe approva nella seduta del 18/11/2010, opere pubbliche per 21 miliardi di euro, ed il ministro Matteoli si dichiara soddisfatto perché in questa fase economica, questo ulteriore finanziamento per le infrastrutture, darà sicuramente un contributo allo sviluppo e all'occupazione.
Le opere approvate e che possono essere avviate immediatamente sono solo per il centro nord.
OPERE APPROVATE. Secondo quanto inviato dal Comitato Pendolari Siciliani, le opere approvate sono: il Terzo Valico de Giovi sull'asse Alta velocità Milano-Genova (6,2 mld); l'Av Milano-Verona tratto Brescia-Treviglio (3,8 mld); il Valico del Brennero (4,6 mld) e l'accesso alla galleria di base del Brennero nel tratto Fortezza-Verona (1,6 mld); la Torino-Lione - cunicolo esplorativo della Maddalena (143 milioni); la settima tranche del Mose di Venezia (230 milioni di euro) in tal modo si raggiungerà il 75% della realizzazione dell'intera opera; l'autostrada Pontina Roma-Latina (2,7 mld); la viabilità secondaria del primo lotto dell'autostrada Tirrenica da Rosignano a San Pietro in Palazzi (costo complessivo della Tirrenica 1,8 mld). Mentre per il centro sud approvati solo due interventi quali la piastra logistica di Taranto (33 milioni) e l'adeguamento ferroviario nell'ambito dell'area metropolitana di Bari (29 milioni di euro).
In un momento in cui tutti ottengono miliardi di euro per l’ammodernamento e la costruzione di nuove infrastrutture viarie e ferroviarie, i politici siciliani discutono ancora sull'arretratezza infrastrutturale siciliana.
“Se il nostro sistema ferroviario è antiquato, lo è proprio alla scarsa attenzione che la politica regionale ha dedicato allo sviluppo infrastrutturale”
E’ ciò che pensa il Comitato Pendolari Siciliani, che continua: "Non è possibile, che si punti l’indice nei confronti dello Stato, di Rete Ferroviaria Italiana e di Trenitalia, quando la politica siciliana in materia di trasporto e di infrastrutture, in questi ultimi quarant’anni, non ha prodotto nulla per cercare di diminuire il gap infrastrutturale fra nord e sud. Ma le occasioni ci sono state!”
Nell’ottobre 2001, veniva sottoscritto in Sicilia l’Accordo di Programma Quadro (APQ), tra Regione Siciliana (presidente Cuffaro) e Ministero dei Trasporti (On.Lunardi)
Nell'APQ venivano previsti inoltre importanti e diversi interventi ferroviari.
“E' lecito chiedersi – continuano dal Comitato - quali e quante di queste opere previste nell'APQ del 2001 sono state realizzate sino ad oggi?”
"Perché non è stato mai attuato il Piano Regionale dei Trasporti ed i quattro Piani Attuativi (Aereo-Marittimo-Stradale-Ferroviario) approvati nel lontano 2004?"
"Perché non è stato realizzato il raddoppio Fiumefreddo-Giampilieri seppur finanziato con 1970 milioni di euro dal lontano 2005 e, tra l'altro, inserito dal Governo nazionale nel Piano delle infrastrutture strategiche? "
"Perché in tutti questi mesi la Regione siciliana non ha voluto, viste le nostre tante richieste, incontrare i Comitati dei Pendolari Siciliani almeno per capire quali fossero le esigenze dei maggiori fruitori del trasporto ferroviario ed eventualmente inserirle nel Contratto di servizio?"
"Perché non è stato ancora sottoscritto il Contratto di Servizio, visto già l’avvenuto passaggio delle competenze tra Stato e Regione?"
Queste, sono le domande poste dal Comitato e alle quali la classe politica siciliana deve dare risposta ai Siciliani e all'arretratezza infrastrutturale della Sicilia.
"La classe politica regionale dovrebbe pretendere dal governo nazionale le risorse adeguate, affinché in tempi brevi, vengano finanziati questi progetti che le Ferrovie dello Stato dichiarano di avere pronti per lo sviluppo della Sicilia, opere certamente urgenti e necessarie a ridurre l'enorme divario infrastrutturale che attualmente esiste e che è evidente tra la Sicilia e il resto d'Italia"
"Dal danno arrecato per la totale assenza di investimenti infrastrutturali, alla beffa per l'ulteriore taglio dei treni a lunga percorrenza tra nord-sud ed al paventato taglio di 50 treni al trasporto regionale che avverrà, quasi certamente, dal 12 dicembre 2010"
In conclusione, le nostre linee sono sempre più disastrate e fatiscenti, mentre si ha il coraggio di affermare che grazie all'Alta Velocità il Paese è più moderno ed avanzato, ma in Sicilia non è proprio così.
