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Incardona (FdS): “Repubblica mi diffama, voglio le scuse o sarà querela”
Gen 17, 2011 - 12:54:29 PM

Pubblichiamo integralmente le dichiarazioni dell’On. Carmelo Incardona, ex Assessore Regionale al Lavoro, in risposta ad un articolo riportato sulla Repubblica.

“Ancora una volta mi trovo costretto a dover intervenire sulla formazione professionale in Sicilia a causa di articoli di stampa che hanno il solo scopo di fare disinformazione e raccontare fatti che si discostano totalmente dalla realtà

Chiarisco che il piano formativo del 2009, predisposto dall'apposita commissione di valutazione, prevedeva una graduatoria per punteggio che sarebbe stata finanziata, a scorrimento, nel limite dello stanziamento in bilancio, ossia fino all'esaurimento di 194 milioni di euro, o tutt’al più entro i limiti che il Parlamento Regionale avrebbe stabilito, quindi ben lontano dai 300 milioni di euro così come afferma Repubblica che per il tramite del suo giornalista mostra di non avere capito che il piano formativo funziona esattamente come un qualsiasi concorso. Con gli atti successivi è stata invece calpestata ogni norma ed è stata annullata ogni possibilità di cambiamento e di riforma. Ma questa verità occorrerà ancora tempo per essere compresa anche da chi ha scritto l’articolo di ieri.

Per quanto riguarda l'inserimento di nuovi enti, devo precisare che la selezione dei progetti formativi, sarebbe avvenuta mediante procedura di evidenza pubblica alla quale, per il principio dalla libera concorrenza, avrebbe potuto partecipare qualsivoglia ente purchè “accreditato” presso la Regione Siciliana. Attraverso l'attribuzione di un punteggio si intendevano valorizzare le progettualità migliori senza con ciò sforare, come purtroppo è avvenuto con la riedizione del piano del 2008 e con il prof. 2010.

Il prof 2009 non prevedeva nessun aggravio di spesa per il bilancio regionale, e anzi già a quella data avevo previsto di utilizzare gli stanziamenti del fondo sociale europeo, per la formazione professionale regionale, alleggerendo il bilancio dell’ente, ed è notizia di qualche giorno fa che l’attuale Assessore alla Formazione, il Prof. Centorrino ha fatto approvare in giunta le nuove linee guida sulla formazione che prevedono proprio l’utilizzo dei fondi europei delle linee di intervento per l’esclusione sociale e la formazione aziendale.
Lo stesso Presidente Lombardo nella seduta dell’A.R.S. del 2 dicembre 2009, ha pubblicamente ammesso di avere espresso sul mio operato un giudizio “frettoloso” con ciò riconoscendo di essersi sbagliato a proposito della questione del P.R.O.F. del 2009.

Voglio chiarire in modo inequivocabile che non sono ne proprietario ne responsabile di alcun ente di formazione professionale. Il Carmelo Incardona a cui fa riferimento il giornalista di repubblica non sono io. Ed a titolo informativo dico al giornalista che lo stesso lavora in un ente di formazione da molto tempo prima che io fossi nominato Assessore al lavoro.

Piuttosto invito il giornalista ad andare a verificare come sia lievitata la spesa per la formazione professionale dopo di me, la riforma tanto aspettata non è mai arrivata, nel 2009 e nel 2010, così come evidenziato dalla stesso giornale repubblica, sono continuate le assunzioni nonostante il blocco stabilito dalla legge.

Concludo, dicendo che per quanto riguarda per la grave insinuazione fatta da repubblica mi aspetto a giorni delle scuse, altrimenti sarò costretto a procedere a querela nei confronti di chi ha scritto l’articolo, per altro eticamente poco corretto poiché nel diffamare è stato superficiale e poco aderente alle norme di deontologia professionale dei giornalisti.
Anziché lanciare una insinuazione così grave, il giornalista, avrebbe potuto quantomeno fare una telefonata e chiedere se fossi veramente io il responsabile di quell’ente o se si trattasse, di altra persona.

Giornali così importanti dovrebbero formare i loro giornalisti inculcando loro il rispetto delle norme, dell’etica e della morale, considerato che gestiscono il potere di censura, per esercitare il quale bisogna avere le carte in regola e comprendere il proprio dovere, che è quello di approfondire la notizia prima di scriverla in maniera così avventata e diffamante”.