Le Forchette Rotte addentano Palermo

Sarà perché l’aria, in tutti i sensi, è sempre più irrespirabile, sarà perché dovrà sorbirsi ancora per un bel pezzo il sindaco ridens, sarà perché i giovani continuano inesorabilmente ad andar via, sarà perché, tra chi rimane, sono sempre meno i fortunati nobilitati da un lavoro, sarà per tutti questi motivi o sarà quel che sarà, ma finalmente anche Palermo batte un colpo, con la nascita del movimento delle Forchette Rotte. Niente destra e sinistra, il movimento assicura di voler guardare solo avanti e in alto. Lo slogan è quanto mai chiaro: “I giovani siciliani si sono rotti. Col nostro futuro non ci mangia più nessuno”.

Provocatoriamente anticipata dalla consegna di tante forchette rotte a potenti e notabili dell’Isola e dalla distribuzione gratuita della t-shirt “Broken Forks”, la riunione del 25 giugno a Villa Filippina è stata la prima uscita in pompa magna del gruppo, che preferisce non dare troppi dettagli su identità e profilo dei suoi ideatori e che tiene a ribadire che la maglietta ufficiale, in distribuzione nei negozi che ne fanno richiesta, non è in vendita, esattamente come il futuro dei giovani siciliani: basta farne richiesta con una mail all’indirizzo forchetterotte@gmail.com e sperare che si diffonda, diventando il capo più alla moda dell’estate siciliana.

Così, nel capoluogo siciliano, nella città del potere più tipicamente gattopardiano, si alza la voce di chi è stanco: di raccomandazioni, di precariato, di favori esecrabili al posto di diritti sacrosanti, insomma, di chi si è letteralmente rotto. Di chi, per dirla con Camilleri, che insieme ad altri illustri esponenti della società civile ha aderito al neonato movimento, si è rotto i cabasisi. Sono soprattutto giovani, tra i 25 e i 40 anni, con massicci innesti di studenti liceali e di over 50. Sul palco microfono aperto per i giovani siciliani, venuti anche da Messina, Trapani, Catania, e 5 minuti a disposizione per condividere idee e speranze per cambiare la Sicilia. A dirigere il traffico e ad assicurare ritmo e brio, la coppia di conduttori, composta dalla Annozerina Giulia Innocenzi e dal palermitanissimo Pif. Ce n’è abbastanza per riempire uno stadio di calcio e, se è vero che nemmeno il più visionario tra gli organizzatori sperava nella partecipazione dei 40.000 accorsi festanti nella capitale per sostenere il Palermo nell’ennesimo assalto fallito alla coppa Italia, è altrettanto vero che tutti si aspettavano una presenza più numerosa e rumorosa, che il popolo delle Forchette Rotte occupasse almeno tutte le sedie della platea di Villa Filippina. Ma, a fronte di alcune file di poltroncine rimaste vuote, va registrato il boom dell’evento sulla rete con Facebook, Twitter, il sito dedicato, la diretta in streaming, i tantissimi contatti da tutta Europa e pure da oltreoceano, che fanno ben sperare i giovani siciliani e quanti hanno a cuore il loro futuro. Anche perché, se non ce lo riprendiamo, il nostro futuro, se non ci liberiamo finalmente e una volta per tutte, nemmeno la speranza ci rimarrà.

E comunque, detto per inciso, io una mia t-shirt non ce l’ho e con il mio presente non ci mangio.

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