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"Lo stato peggio della mafia"

Ciclone Beppe Grillo su Palermo; non esistono altri paragoni per commentare quanto detto ieri nel capoluogo siciliano dal comico portavoce del Movimento 5 Stella: «La mafia non ha mai strangolato i suoi clienti, si limita a prendere il pizzo. Ma qua vediamo un'altra mafia che strangola la sua vittima». «Vogliamo nomi e cognomi di chi sta portando al macello il Paese», ha poi detto il comico genovese ipotizzando una sorta di lista di proscrizione. E infatti, ha aggiunto: «Facciamo un processo con una giuria popolare e poi mandiamoli a fare i lavoratori socialmente utili». Sempre sui politici, nel corso dell'incontro con la stampa, Grillo ha detto: «Lasciateli sfogare, son ragazzi... Non appena rimarranno senza televisioni, senza giornali e senza i poliziotti che sono ormai stanchi di far da scorta a quelli che fanno il burlesque, e si iscrivono al Movimento 5 Stelle di nascosto, allora saranno costretti a confrontarsi con i cittadini». La sortita di Grillo su partiti e mafia ha fatto insorgere il Pd che con Nico Stumpo gli ha dato del «ciarlatano» e del «pifferaio». «C'è in Grillo - ha aggiunto - una povertà culturale che gli italiani non meritano».

Il leader del Movimento 5 Stelle prosegue imperterrito nella sua personale campagna elettorale, punzecchiando ancora il Quirinale: «Napolitano non ce l'ha con me, ma deve fare il presidente della Repubblica. Noi siamo un movimento eletto dal popolo, lui non è eletto dai cittadini». Il comico ne ha avute anche per il presidente della Camera che nei giorni scorsi aveva dichiarato di non conoscere Grillo: ai cronisti che gli chiedevano un commento sull'uscita di Fini, Grillo ha ribattuto tranchant: «Mi domandate di morti».

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