Lombardo: "Cambiare il sistema elettorale"
Bisogna cambiare il sistema elettorale nazionale. E' il pensiero che è stato espresso dal presidente della Regione Raffaele Lombrado, intervenuto ieri a Siracusa alla prima assemblea regionale di "Alleanza per l'Italia", il neonato movimento politico fondato da Francesco Rutelli e Bruno Tabacci.
"Il sistema attuale va modificato in modo tale da reintrodurre, nella scelta dei nostri parlamentari, il diritto dei cittadini a scegliere. Che lo si chiami preferenza o in altro modo non cambia la sostanza delle cose" ha affermato Lombardo.
"Questi parlamentari - ha continuato il governatore - quando vanno a votare, piuttosto che recepire soltanto disposizioni dall'alto, devono tenere conto anche degli umori e delle esigenze di chi li deve votare".
"Sono un proporzionalista nato - ha concluso il governatore siciliano - ed è vero che andiamo avanti con un sistema, quello bipolare, che scricchiola da molte parti ma che per la verità tiene ancora.
L'occasione di ieri ha dato anche la possibilità di chiarire ulteriormente la posizione dell'Api in merito alla situazione politica locale; così, l'unico deputato dell'Api all'Ars, Mario Bonomo, ha affermato: "Alla Regione siamo una forza di Governo propositiva. Noi non facciamo posizionamento tattico: il nostro vuol essere un posizionamento strategico. Abbiamo valutato e colto con grande attenzione la discontinuità di Lombardo rispetto a vecchie logiche sul versante amministrativo, economico e politico".
"Per questo motivo - ha concluso Bonomo - non possiamo fare altro che incoraggiare questa maggioranza e Lombardo perchè proseguano lungo una nuova strada che cambi veramente il volto della nostra terra e che faccia voltare pagina nell'amministrare la Cosa pubblica".
"Api - ha detto il fondatore Rutelli - vuole puntare al centro per fare le riforme che servono al Paese e per favorire lo sviluppo del Mezzogiorno e della Sicilia. In questa Regione abbiamo cominciato con il piede giusto con l'on. Bomomo all'Ars e con decine di sindaci e amministratori. E non si tratta solo di ex esponenti o simpatizzanti della Margherita, ma anche di gente proveniente da una cultura laica e riformista. Abbiamo una forte presenza cattolica e una grande possibilità di espansione".
"Il nostro rapporto con Lombardo - ha continuato - è ottimo: apprezziamo lo sforzo che si sta facendo in Regione, non solo per rimettere in piedi i conti, ma anche per risolvere problemi annosi che impediscono lo sviluppo".
Nel frattempo il Pdl dei lealisti sembra sempre meno compatto nella sua opposizione al Governo regionale. Ieri è stata la volta del presidente dell'Ars, Francesco Cascio, che ha attaccato sia i vertici nazionali sia quelli regionali: "Sulla gestione della spaccatura del partito qui in Sicilia credo obiettivamente che la guida nazionale non sia stata particolarmente brillante, e qui da noi c'è il riverbero di questa mancanza di leadership nazionale. Allo stesso modo, credo che i vertici locali debbano fare una revisione dei propri comnportamenti negli ultimi mesi. Se si vuole tenere una linea oltranzista bisogna avere i mezzi fisici e politici per farlo".
"D'altra parte - ha concluso Cascio - in politica contano i risultati e non mi pare che in Sicilia il Pdl stia attraversano un momento di grande salute".

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