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Lombardo: "Dimissioni? Siamo nelle mani di Dio"

In un momento di crisi generale e di attacchi in particolare alla Sicilia, immancabile, more solito, l'intervento di Raffaele Lombardo sull'annosa questione delle assunzioni alla Regione: "Certo la spesa corrente incide molto, ma noi l'abbiamo ridotta del 20% in 4 anni. Mi ci si crocifigge per i precari e i forestali: io questa gente l'ho trovata e fino a prova contraria questa gente non la si licenzia e non la si uccide.

Abbiamo 16.500 dipendenti, certo sono troppi, ma 11 mila di costoro sono impegnati in funzioni e uffici che nelle altre Regioni a statuto ordinario sono coperte dallo Stato".
"E allora, togliamo l'Autonomia? No - ha aggiunto Lombardo - capisco che questa grancassa è stata sollevata per eliminare l'autonomia che dà fastidio. Riconosco che è stata usata male, ma non va tolta". Infine Lombardo non ha rivelato chi fosse lo 'pseudo-industriale che può andare a morire ammazzato' cui aveva fatto riferimento nei giorni scorsi: "Non è Lo Bello - ha però specificato - ma c'è un imprenditore il quale dice che dobbiamo ammazzare i dipendenti regionali perché non fanno niente. Bene, licenziarli è come se li si ammazzasse. E allora io dico: 'Ma vai a morire ammazzato tu piuttosto', ho una grande confidenza con quest'uomo per poterglielo dire. Ma non dico chi è, si figuri".

Lombardo ha poi confermato la volontà di dimettersi il 31 luglio, ma a Radio 24 spiega un pò sibillino: "E' una volontà che ho espresso cento volte, che annuncerò in Assemblea regionale il 31 luglio e che dovrebbe portarci alle elezioni il 28-29 ottobre. Uso il condizionale perché siamo nelle mani di Dio, io sono credente... Mettiamo che mi succeda qualcosa prima, allora in questo caso le elezioni vengono ulteriormente anticipate".

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