Lombardo al Corriere della Sera: "Su di me solo volgari insinuazioni"
Dopo il blitz di mercoledì che ha condotto all'arresto di 47 persone persone, tra cui alcuni politici siciliani, Lombardo parla al Corriere della Sera.
Il blitz deriva dalla stessa inchiesta che vedrebbe il Governatore indagato, insieme al fratello Angelo, per concorso esterno in associazione mafiosa.
Durante la conferenza che si è tenuta ieri al Tribnale di Catania, D’Agata ha precisato che 'ogni riferimento riguardante il presidente Lombardo e risultante dalle indagini è stato oggetto di attenta valutazione, specie con riguardo alla sua valenza sul piano probatorio ed alla sua capacità di resistenza alle critiche difensive, non ritenendone, allo stato, la idoneità per adottare alcuna iniziativa processuale nei suoi confronti'
Per il resto Lombardo e il fratello non sono nemmeno stati sfiorati dai provvedimenti scattati all'alba di ieri.
Al Corriere Lombardo dice, rispondendo a Felice Cavallaro, che
non c’è alcuna iniziativa processuale a suo carico.
"Non mi è stato nemmeno recapitato un avviso di garanzia - dice Lombardo - non sono stati trovati riscontri a volgari insinuazioni. Mentre con quelle voci infondate hanno cercato di bloccare un governo impegnato nella pulizia della Sicilia"
Alla domanda del giornalista relativa alle parole dei boss che si lamenterebbero di aver trovato le porte chiuse dopo aver votato per Lombardo, il presidente della Regione risponde: "Quando mi sarà addebitato un fatto, un incontro, un patto, un favore chiesto o ricevuto, risponderò con chiarezza, viceversa non resta che la strada della querela"
Poi un riferimento alla querela nei confronti di Maurizio Avola: "Quello è già querelato. E denuncio chicchessia osi diffamarmi".
Quanto ai giornali, dopo quello strano annuncio di arresto - questa la domanda del giornalista - Lombardo dice: "Ho denunciato tutti per la fuga di notizie e ho deposto in procura, sia a Messina sia a Catania, consegnando alcuni atti per conoscenza alla procura di Palermo".
"Resta il fatto - domanda Felice Cavallaro - che a volte ci si trovi accanto a un geologo considerato cerniera tra mafiosi e politici, o davanti a un imprenditore inquisito...
"A volte - dice il Governatore - stringi le mani a persone che sembrano immuni...".
Ma i politici non dovrebbero tenersi alla larga? Chiede il giornalista, ricordando che le stesse persone che sembrano immuni, echeggiano bizzarri nomignoli di boss come 'Faccia tagliata' o 'Ringraziando il Signore'
"Ovvio che bisogna tenere gli occhi aperti - afferma Lombardo - ma frequentando convegni e incontri pubblici c’è sempre il rischio di stabilire rapporti civilissimi, seppure superficiali, con persone che ritieni immuni. Come mi è capitato con l’architetto Giuseppe Liga, adesso indicato a Palermo come un boss non di basso livello. Ma per me era il presidente del "Movimento cristiano lavoratori" popolato da fior di galantuomini».
Poi si parla di Ivan Lo Bello, che chiede alla politica di fare come Confindustria e fissare un codice etico.
"Mi risulta - dice Lombardo - che l’inchiesta di Catania coinvolge molti imprenditori. Spero che non siano iscritti a Confindustria. Ma, ripeto, è ovvio che bisogna tenere occhi aperti. Sebbene incontrare per strada chiunque non sia un delitto".
Quindi Liga, che - come ricorda il giornalista del Corriere - Lombardo incontrò a Palazzo d'Orleans.
"Appunto, alla luce del sole - dice il presidente - Non nottetempo. E l’ho poi rivisto in convegni al Jolly di Palermo e all’Una hotel di Catania".
Quanto ad Avola, che sotiene di averlo incontrato davanti a una pompa di benzina, Lombardo dichiara che vorrebbe avere un incontro per sbugiardarlo.
Ma le indagini sembrano non preoccupare il presidente della Regione siciliana
"Dopo tutto il veleno che ho inghiottito, dopo mesi e mesi di attesa, ci sarà il tempo per svelare la trama politico-mediatica..."
L'intervista si chiude con un riferimento al procuratore aggiunto Giuseppe Gennaro a cui Lombardo vorrebbe chiedere scusa su un piatto d’argento
