CATANIA - Per sentirsi forte l'uomo politico ha spesso bisogno del suo gruppo. Nei periodi in cui regna la lotta contro una debolezza che strema, non resta che trovare l'ultima arma, quella giusta per risollevarsi proprio nel momento in cui è quasi caduto per terra: gli altri, quelli che non ti hanno tradito, quelli di sempre.
Allora si crea la circostanza giusta, si cerca il luogo adatto, l'atmosfera esaltante. L'uomo politico studia il metodo per rinvigorire: ripristina le stesse situazioni del passato, di quando si era forti veramente, di quei periodi vincenti di cui magari, dopo aver conquistato il potere, si sente la nostalgia, o ancora meglio di quei periodi antecedenti alla vittoria, in cui si lottava sì, ma forti lo si era veramente.
E' quello che ha fatto ieri il presidente della Regione. Via da Palermo, via dall'Ars, via dai blog, via da conferenze e dichiarazioni. Ha deciso di parlare a Catania, con chi sa che vorrà ascoltarlo, con chi sa che lo applaudirà, gli darà entusiasmo, e lo farà sentire leader indiscusso. Si riparte dall'Mpa.
Lombardo ieri alla terrazza Ulisse è tornato politico vecchio stampo, da comizio. Ha parlato al Popolo del Movimento dell'Autonomia per dire che 'Nessuno fermerà la grande marcia rivoluzionaria del cambiamento'. A sostenerlo i sindaci e gli amministratori Mpa di tutta l'isola.
"Non ci fermeranno - ha dichiarato rassicurando i suoi - tranquilli, siamo forti, anche se abbiamo attaccato poteri forti, fortissimi. Ma di noi devono avere paura, perchè l'attacco mediatico giudiziario che hanno scatenato non solo non ci disorienta perchè non abbiamo nulla da temere, ma ci rende più uniti. Più forti. Più determinati. Contro tutti"
Il governatore torna sul refrain della magistratura che senza saperlo, fornisce qualche assist a quella politica che vorrebbe annullare il governo regionale.
Poi si scaglia contro il nemico numero uno, ancora lui, Silvio Berlusconi, colui a cui si fa riferimento, alle volte indirettamente, altre volte direttamente. Secondo i fedelissimi lombardiani avrebbe interesse a fare fuori l'autonomia siciliana dall'Isola. Quella stessa autonomia che era stata punto di partenza del Governatore e che lo aveva reso vincente.
Ad essere additato è anche il Governo nazionale: "Giudichiamo i fatti di questo Governo e vediamo se non ci ha dato nulla, piuttosto se ha potuto ci ha tolto quel che poteva"
Lombardo parla della sua azione di Governo: "Noi abbiamo prodotto riforme straordinarie, a partire da quella della Sanità, mentre nelle altre Regioni i problemi restano enormi".
"E' una rapina - continua il presidente ricordando a questo punto ai presenti la risposta del Cipe alla Sicilia, che non ha finanziato il progetto di una grande fabbrica per la produzione di pannelli fotovoltaici in Sicilia - il Sud si deve organizzare per reagire"
Di nuovo quindi torna il Sud, l'Autonomia, la Sicilia, la fibra di carbonio, la puntura di cemento e resina, l'intervento di recupero che rafforza un palazzo che rischia di sgretolarsi.
"Il movimento - dice - ha attraversato forse una fase di stanchezza, ma oggi lo rivedo qua, presente, forte, capace di reagire e respingere le accuse che ci vengono rivolte, che mi vengono rivolte" Lombardo poi lamenta di non essere stato ancora ascoltato dai magistrati, dicendo che la cosa gli da la sensazione che un trattamento del genere non sia degno di uno stato democratico. Ma poi conferma la sua fiducia nella magistratura: "Perchè abbiamo fiducia in un'istituzione che ha versato sangue per la legalità" dichiara.
Fiducia anche nei confronti del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il Leader dell'Mpa chiede un suo intervento per tutelare il Governatore siciliano e il suo Governo.
Poi di nuovo riferimento agli attacchi, alla necessità da parte di quei poteri forti di eliminarlo, prima politicamente, poi tramite l'aggressione mediatica giudiziaria. Potrebbe esserci secondo Lombardo un terzo attacco, ancora da allestire e realizzare per eliminarlo, a cui il presidente fa diverse volte riferimento senza mai dire di quale si tratti.
Non conosciamo quest'ultimo attacco, o semplicemente se abbiamo capito bene non vogliamo crederci. Sappiamo solo che a Lombardo non è rimasto altro che l'ultima arma, quella di ritrovare la forza lì dove l'ha presa, la sola rimasta che riesca a iniettare una buona dose di coraggio e sicurezza. Un tuffo nel passato glorioso che rischia di illudere, facendo dimenticare che gli anni sono trascorsi e che restaurare può solo risultare un metodo accomodante per fare apparire ciò che era.
