Lombardo via, l'occasione per reagire

Lombardo ha lasciato. Stavolta definitivamente, senza scuse, senza poter tornare indietro e senza rinunciare a quello che è stato il suo modo di governare, fino alla fine. Nomine su nomine, assessori piazzati all'ultimo (quasi clamoroso il colpo di coda di oggi) e sistema di potere basato sulla più atavica, italica, ma tanto siciliana "teoria del favore".

Oggi si è dimesso un presidente della Regione Sicilia che per anni ha goduto di una situazione ideale: mai nessuna reale opposizione. Eletto con la coalizione di centrodestra, quattro anni fa, con un clamoroso ribaltone, e pur di conseguire e conservare quella logica di potere su cui tutto si basa, è riuscito è riuscito con l'ennesimo colpo di coda a trasformare i nemici in amici, gli avversari politici del Pd in fedeli alleati, con buona pace della Borsellino che tanto aspramente lo aveva combattuto in campagna elettorale.

A farne le spese un popolo, quello siciliano, che ha le sue colpe: Lombardo non è stato lì per volontà divina. E' vero ha tradito il voto degli elettori, ma ha avuto una legittimazione popolare, che gli ha permesso poi di fare il buono ed il cattivo tempo conducendo la Sicilia sull'orlo del baratro. Spesa pubblica altissima, nessuna riforma strutturale, assunzioni nel settore pubblico, consulenze strapagate, nessuna incentivo al fare azienda. Nulla. Basta questo a riassumere un governo che nulla di buono ha dato ai siciliani.

Ma adesso? Cosa succederà adesso? La tornata elettorale è fissata per fine Ottobre. Sapranno i siciliani destarsi? Saprà la classe politica isolana riproporre un’alternativa decente a quello che è stato il malgoverno degli ultimi anni? Tutte domande a cui vorremmo dare una risposta e a cui deve essere data una risposta. La Sicilia ha bisogno di fiducia, i siciliano devono dimostrare di meritare di più. E al più presto.

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