Mafia, Venturi in Emilia Romagna: "Il Nord non è diverso dal Sud. Complice silente per anni"

"Il nord non e' poi cosi' diverso dal Sud. Ha sempre sognato di esserlo, di essere libero dal 'male', il cancro mafioso, che assedia il Meridione. Senza rendersi conto, pero', di esserne stato silente complice per 30 anni. E' stato un errore pensare che il fenomeno mafioso fosse un tratto caratteristico di una non ben precisata razza di terroni. E' dagli anni '80 che buona parte delle citta' del nord hanno fatto da diga al fiume di soldi che il narcotraffico assicura alle organizzazioni criminali siciliane e calabresi. I soldi ristagnano e si rinnovano, vengono riciclati dalle banche del nord, diventano le basi del potere politico e imprenditoriale, garantendo lavoro e voti, si occupano del pubblico e del privato, sostituendo stato e legalita'".

E' l'inizio di un lungo discorso tenuto questo pomeriggio dall'assessore regionale alle Attivita' Produttive, Marco, Venturi, che è intervenuto a Reggio Emilia al convegno "Cna Legalita': Reggio Emilia chiama Palermo, perche' la legalita' non solo si predica ma si pratica".

Nel corso del dibattito - organizzato da Cna Reggio Emilia - hanno preso la parola anche il presidente di Cna Reggio Emilia, Tristano Mussini, il prefetto di Reggio Emilia Antonella De Miro, il presidente di Cna Palermo Giovanni Casamento, il presidente di Cna Emilia Romagna, Paolo Govoni, il presidente nazionale Cna Ivan Malavasi e l'assessore alle Attivita' Produttive dell'Emilia Romagna, Gian Carlo Muzzarelli.

"Far finta di niente perche' conviene o per non avere fastidi vuol dire - ha aggiunto Venturi - cedere spazio vitale alla criminalita'. Quando i cittadini e gli imprenditori onesti denunciano e mostrano i collegamenti tra mafia e affari e potere politico, la cosi detta gente per bene e' sempre schierata dalla parte del silenzio, dell'ignoranza. A Milano come in Sicilia".

"Quando nel 2005 io e Antonello Montante - ha proseguito - abbiamo detto basta, denunciando per la prima volta collusioni con la mafia, il lavoro nero e sottopagato, il racket e l'usura, facendo nomi e cognomi, ci siamo sentiti isolati. Sono cominciati i primi odiosi avvertimenti. Oggi anche se il lavoro da fare e' molto i risultati si cominciano a vedere. Lo Stato e' veramente a nostro fianco e non ci sentiamo piu' soli".

I successi sono tanti ma il percorso e' ancora lungo.

"Sono convinto che occorre un patto contro la mafia tra Stato e imprese, tra 'i produttori di benessere e ricchezza e i produttori di legalita'. Gli imprenditori - ha aggiunto - non si devono sentire soli e per questo lo Stato deve dimostrare piu' "autorevolezza" e garantire "la certezza della pena". Occorre avere piu' coraggio e colpire la cosiddetta "mafia dei colletti bianchi".

"Tutto cio' assume - ha concluso Venturi - particolare rilievo oggi, di fronte alle intimidazioni subite dall'onorevole Lumia.

Nel rinnovargli la mia vicinanza e solidarieta' ribadisco anche da Reggio Emilia la necessita' di non abbassare la guardia, nemmeno adesso che possiamo riscontrare i primi importanti ma non soddisfacenti risultati del contrasto al crimine organizzato".

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