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ministro dell'Interno

Emergenza sbarchi, Maroni a Catania: "Occorrono 100 milioni di euro"

"Maroni, leghista, tornatene a casa! Non ti vogliamo in Sicilia" Sono le pochissime voci isolate, in piena via Etnea, che accolgono il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, sceso a Catania per incontrare i giornalisti e parlare dell'emergenza sbarchi a Lampedusa.

Maroni avrebbe dovuto incontrare i giornalisti insieme a Berlusconi, ma il premier era assente. Probabilmente, durante la visita in Sicilia, prima della conferenza, il premier è stato raggiunto dalla notizia che il gip di Milano Cristina Di Censo ha deciso di mandarlo a processo il 6 aprile per concussione e prostituzione minorile.

MARONI: EMERGENZA IMMIGRATI NON E' CESSATA
Il ministro non mostra nessuna esitazione nel ribadire la costante supervisione e l'impegno delle Istituzioni per affrontare l'emergenza, che di certo reputa 'non cessata'

"Anche se gli sbarchi si sono fermati per due giorni, non sappiamo cosa succederà in futuro" Maroni fa riferimento ad eventuali futuri flussi provenienti dall'Egitto, data la rotta possibile anche dall'Italia per giungere in Europa. Sbarchi probabili se dovesse verificarsi la stessa situazione che si è verificata in Tunisia

Maroni informa poi sulla mancata volontà da parte della Tunisia di accogliere la proposta avanzata dall'Italia e che 'avrebbe rappresentato un sistema migliore per affrontare l'immigrazione'

La proposta riguardava un ausilio alla Polizia tramite controlli sulle partenze dalla Tunisia.

Una delle soluzioni adottate immediatamente è stata quella di un centro atto a ospitare i rifugiati che hanno già presentato richiesta di asilo in Italia. Si tratta del 'Villaggio della solidarietà' di Sigonella. 'L'idea - informa Maroni - è stata del presidente Berlusconi'

Quella di individuare strutture atte ad ospitare gli immigrati sta rappresentando la prima risposta all'emergenza.

"Il prefetto Caruso, d'intesa con altri prefetti - dice il ministro - ha individuato tali strutture e valutato le decisioni prese in una riunione che si è tenuta domenica"

Tutto sembra essere sotto la supervisione delle Istituzioni e delle Forze dell'Ordine

"La nostra Marineria e la Guardia di Finanza si sono subito attivate per affrontare l'emergenza, ancora in atto, senza che nessuno si sia fatto male, e la cosa non è di certo scontata. Tutte le Istituzioni - dichiara poi Maroni - inclusa la Regione Sicilia, stanno mostrando cooperazione e collaborazione. Giovedì ci sarà un incontro con il sindaco di Lampedusa De Rubeis"

Quanto alla collaborazione da parte dell'Unione Europea, Maroni ribadisce che si tratta di un problema che non è solo italiano. "Siamo la porta dell'Europa. Così come noi stiamo attuando il principio di solidarietà su cui si fonda l'UE., chiediamo che anche l'UE attui questo principio"

Maroni ricorda che si tratta di un'emergenza umanitaria, che impegna servizio pubblico e volontariato. Che comporta oneri e spese.

Naturalmente 'l'emergenza sarà affrontata dall'Italia che anticiperà i soldi per poi chiederli all'Unione Europea'

"Proprio per questo - aggiunge il ministro - ho formalizzato le richieste avanzate da tempo alla Commissione Europea di un contributo straordinario di 100 milioni di euro, il cui utilizzo sarà dimostrato all'UE. Tali somme sono necessarie per le strutture, per gli uomini che controllano, assistono e si impegnano 24 ore su 24"

Così come per 24 ore su 24 è necessaria l'operatività di mezzi navali e aerei che controllano ed eventualmente soccorrono uomini e donne che hanno bisogno

Quanto alla notizia del rinvio a giudizio di Berlusconi, Maroni dichiara che non ha nulla da dire.

In ultima battuta il ministro risponde un giornalista catanese sulle richieste che provengono dal Comune di Catania

"Le richieste di aiuto - risponde Maroni - provengono da tutte le città d'Italia, dobbiamo fare i conti con la sitazione economica. Se possiamo dare soddisfazioni le diamo, cosa - conclude Maroni - non sempre facile"


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