Mozione di sfiducia a Lombardo, la sua replica: "Se hanno i numeri, facciano pure"

Pdl, Pid e Grande Sud hanno firmato una mozione di sfiducia al governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, e alla sua giunta. La mozione è firmata da 26 parlamentari dell'opposizione: giudicano fallimentare l'azione del governo su tanti temi, dalla formazione professionale alla spesa dei fondi comunitari, dalla gestione di alcune società partecipate come Sicilia e-Servizi, Irfis e Ast.

Questo il commento di Lombardo: "Della mozione di sfiducia si parla da tanto tempo, finalmente Pdl, Pid e Grande Sud hanno partorito questa mozione. Se raggiungono i numeri se ne prenderà atto e si andrà a votare. Parleranno direttamente ai siciliani". Lo ha scritto sul proprio blog il presidente della Regione Siciliana, che aggiunto: "Che abbiano presentato la mozione dopo l'aggressività mostrata l'altra sera in aula dimostra che si tratta di gente che non ha argomenti, perchè dopo aver letto un mezzo articolo di stampa si scaraventa sul governo tutto il rancore, l'odio, il fiele di cui è capace, con un disprezzo e una cattiveria degna di peggiore causa".

"Che facciano pure. Ma che non aggiungano anche partiti che non hanno firmato, come l'Udc, con cui mi auguro - ha detto Lombardo - di riprendere il filo di una collaborazione anche a partire dalla candidatura di Massimo Costa (34enne presidente regionale del Coni, ndr) a sindaco di Palermo, valorizzando, come è giusto che sia, le loro proposte".

Ecco quanto si legge nella mozione: "Il governatore Lombardo e il suo attuale governo sono assolutamente indaguati ad affrontare e avviare a soluzioni i problemi dell'isola. Il prolungarsi, per ancora molti mesi, di maggioranza e governi ribaltonisti e trasformisti, rissosi e incapaci di un disegno strategico e di efficacia operativa, hanno aggravato la crisi dell'istituto autonomistico, causando un sempre maggiore distacco del popolo siciliano".

Per l'opposizione "il susseguirsi dei governi ha determinato anche uno scombussolamento della macchina amministrativa e dell'apparato burocratico, i dirigenti sono stati sostituiti a ogni pié spinto e la durata media della loro permanenza alla direzione di importantissimi dipartimenti è stata di sei mesi" e che come conseguenza ha "discontinuità, ritardi, perdita di finanziamenti, scelte arbitrarie".

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