Nania scatena le reazioni politiche pro Lombardo

"In Sicilia tutti hanno capito chi e' Lombardo, chi gli sta accanto, chi lo sostiene e a quali interessi risponde. Prima o poi, infatti, la verita' viene sempre a galla". Così Domenico Nania, vicepresidente del Senato ed esponente del Pdl, aveva scritto in una nota inviata alla stampa qualche giorno fa. "Una ventata di aria pulita - aveva concluso l'esponente del Pdl - basata su una sana competizione tra centrodestra e centrosinistra, che spazzi via ribaltonisti e difensori di interessi familiari e che recuperi il senso di una missione che costituisce il compito della Politica, e' quello che ci vuole ".

A reagire il senatore Oliva, commissario regionale del Mpa, che commentando le accuse del senatore al presidente Lombardo, ha detto: “Bisognerebbe chiedersi cosa c’è dietro le esibizioni del senatore Nania, un tempo garantista di lungo corso e oggi convinto sostenitore della macchina del fango”.

“Nania – ha aggiunto Oliva - su una vicenda che, come ripetutamente confermato dalla Procura di Catania, non vi è nulla di rilevante sotto il profilo giudiziario, continua a utilizzare la tecnica del disco rotto, lanciando accuse con l’unico fine di colpire un avversario politico”.

“La verità – ha concluso il commissario regionale del Mpa - è che dietro questa così bene orchestrata campagna politico mediatica, che Raffaele Lombardo aveva previsto, c’è la reazione di un sistema di potere consociativo antico e molto ben radicato che mal sopporta le riforme del Presidente della Regione perché possono davvero cambiare le cose in Sicilia”.

Immediata anche la reazione del senatore Giovanni Pistorio, capogruppo del Mpa a Palazzo Madama.

“E’ davvero inqualificabile, anche in ragione del suo ruolo istituzionale, l'aggressione giustizialista del senatore Nania nei confronti del Presidente Lombardo”.

“Garantista peloso – ha aggiunto Pistorio - sempre pronto a giustificare i suoi impresentabili compari di partito, il senatore Nania per misere ragioni politiche si scaglia scompostamente e ingiustificatamente contro il presidente della Regione Siciliana, il quale pur non essendo destinatario di alcuna iniziativa giudiziaria ha chiesto ai magistrati di essere sentito per fare chiarezza sulle vicende che lo interessano e su si è scatenato un indecoroso sciacallaggio”.

Nel frattempo nuovi attacchi contro Lombardo, che stavolta esulano dall'inchiesta e provengono dall'Ars sulla questione rifiuti in Sicilia.

Toto Cordaro, deputato dei Popolari di Italia domani all’ARS, invita il Governatore a dimettersi

“Quando sosteniamo che Raffaele Lombardo è il peggior presidente che la Sicilia abbia mai avuto - scrive Cordaro in una nota - siamo perfettamente lucidi e consapevoli: la sentenza del CGA che condanna la Regione al pagamento di una multa da 20 milioni di euro per non aver concesso una autorizzazione ad una impresa che voleva investire in Sicilia significa essenzialmente quattro cose: che la Regione di Lombardo è immobile e addirittura incapace perché non sa spendere i fondi comunitari, che i contribuenti saranno costretti a pagare il conto di questi errori di Lombardo, che la burocrazia è al collasso perché ostaggio del Presidente della Regione, che manca una programmazione economico-finanziaria in grado di rilanciare lo sviluppo e di evitare il dramma di un dissesto. Lombardo, quindi, prenda atto del disastro che egli rappresenta, faccia finalmente un passo indietro e si dimetta”

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